Amazon Italia sull’emergenza Covid: «Nessun mistero sui nostri contagi, a chi ha lavorato durante l’emergenza bonus di 500 euro lordi»

La risposta di Amazon Italia al nostro articolo sui dipendenti positivi in Italia e negli Usa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera che ci ha inviato Amazon Italia, relativa all’articolo Amazon, negli Usa oltre 19mila dipendenti positivi alla Covid. In Italia? «Azienda impenetrabile come la Nasa»


Le informazioni relative al numero di lavoratori risultati positivi al Coronavirus dall’inizio della pandemia sono state ottenute attraverso un’analisi approfondita dei dati su tutti i 1.372.000 dipendenti della rete logistica di Amazon e dei negozi Whole Foods Market negli Stati Uniti impiegati dal 1 ° marzo al 19 settembre 2020. Abbiamo confrontato i tassi di casi COVID-19 con la popolazione generale, come riportato dalla Johns Hopkins University per lo stesso periodo, tenendo conto della geografia e della composizione per età dei nostri dipendenti per rendere i dati il più precisi possibile.

Sulla base di questa analisi, se il tasso tra i dipendenti di Amazon e Whole Foods Market fosse lo stesso della popolazione generale, avremmo contato 33.952 casi tra la nostra forza lavoro. In realtà, sono 19.816 i dipendenti risultati positivi o presunti positivi per COVID-19, il 42% in meno rispetto al numero previsto. Riguardo al personale in Italia, quello che possiamo dire è che le nostre cifre mostrano che il tasso di casi positivi rispetto alla popolazione si attesta ben al di sotto della media nazionale.

In Emilia-Romagna, le autorità sanitarie locali hanno dato disposizione di effettuare i test a tutto il comparto logistico. Ciò significa che oltre 2600 dei nostri dipendenti e dei dipendenti dei nostri fornitori sono stati testati dalle autorità sanitarie locali nei nostri siti di Castel San Giovanni. Di questi, solo uno è risultato positivo come caso asintomatico. Ciò grazie al numero di misure di sicurezza che abbiamo introdotto proprio all’inizio della crisi sanitaria globale. Solo in Italia abbiamo ordinato 131 milioni di unità di disinfettante per le mani, 14,8 milioni di paia di guanti, 5 milioni di maschere, visiere e altri protettori per bocca e naso e 12,7 milioni di unità di salviettine disinfettanti. Le autorità sanitarie preposte, che nel corso degli ultimi mesi hanno visitato i nostri siti sul territorio nazionale decine di volte, hanno costantemente confermato che abbiamo implementato le giuste misure per proteggere i nostri dipendenti e clienti.

In merito alla nostra trasparenza sui casi positivi, le nostre procedure di sicurezza prevedono che ogni qualvolta viene accertata la positività di dipendente, ci si attivi prontamente per allertare anche tutti i colleghi del medesimo sito. La sicurezza dei nostri dipendenti continua ad essere la nostra massima priorità.

Con riferimento alle tempistiche di introduzione delle misure di sicurezza nei nostri siti, invitiamo chiunque sia interessato ad approfondire i fatti, a paragonare la nostra velocità nella gestione di questa crisi con gli altri venditori al dettaglio e principali datori di lavoro in tutto il mondo. Sin dai primi giorni della crisi, abbiamo collaborato con molti dei principali esperti di epidemiologia del mondo per lavorare con il nostro team di sicurezza globale, composto da 5.000 membri, per ideare e attuare modifiche di processo in tutti i nostri siti.

Nel complesso, abbiamo investito più di 800 milioni di dollari e abbiamo introdotto o modificato oltre 150 processi per garantire la salute e la sicurezza dei nostri team, inclusa la distribuzione di oltre 100 milioni di mascherine, l’implementazione di controlli della temperatura in siti in tutto il mondo, procedure di pulizia e sanificazione in tutti i nostri siti e l’introduzione di ampie misure di distanziamento sociale per ridurre il rischio per i nostri dipendenti (per avere maggiori dettagli su tutte le misure implementate, è possibile consultare sul nostro sito la pagina dedicata). Molte di queste misure sono state implementate proattivamente, prima che venissero richieste dalle autorità locali o addirittura in maniera ancora più estensiva, come il distanziamento sociale di due metri rispetto al metro indicato negli ultimi decreti.

Nell’articolo viene inoltre riportato che “il trattamento economico dei lavoratori non è cambiato. Non c’è stato nessun aumento nei compensi, nonostante una mole di lavoro crescente”, segnaliamo che a titolo di riconoscimento per l’eccezionale lavoro svolto negli ultimi mesi da tutti i dipendenti della nostra rete logistica, abbiamo riconosciuto loro una gratifica economica una tantum che si attesta su un impegno complessivo dell’azienda di oltre 500 milioni di euro. Questo impegno si traduce in Italia in 500 euro lordi una tantum per coloro che hanno lavorato a tempo pieno e di 250 euro lordi una tantum per coloro che hanno lavorato part time, per tutti i dipendenti in forza dal 1° al 30 di giugno.

Abbiamo inoltre chiesto ai nostri fornitori di servizi di estendere l’iniziativa ai loro dipendenti. Inoltre, dal 15 marzo al 30 aprile abbiamo garantito ai nostri lavoratori un compenso supplementare di due euro per ogni ora lavorata, in aggiunta alla normale retribuzione valida per tutte le ore lavorate.

Ricordiamo inoltre che in tutto il mondo, gli stipendi dei dipendenti Amazon si collocano tra i più alti del settore logistico: in Italia, 1.550 euro lordi come salario di ingresso, ovvero 100 euro in più rispetto ai 1.450 previsti dal CCNL della Logistica e dei Trasporti. Inoltre, la retribuzione dei nostri dipendenti in Italia comprende benefit quali sconti sugli acquisti su Amazon.it, assicurazioni sanitarie e cure mediche private. Amazon offre ai propri dipendenti ulteriori opportunità come il programma Career Choice, che offre ai dipendenti che intendono specializzarsi in un ambito specifico fino al 95% del costo delle rette e dei libri di testo per frequentare corsi professionali per quattro anni.

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