Lombardia, Fontana non esclude il lockdown: «O riduciamo la gente che va a scuola o quella che va al lavoro»

Il presidente della Regione: «Coprifuoco inevitabile. Se l’impennata dovesse continuare può darsi che si prenda un provvedimento diverso»

La situazione è preoccupante in Lombardia: sono ormai due giorni che l’incremento dei nuovi casi supera la soglia dei 4mila. Il presidente della Regione Attilio Fontana sottolinea l’importanza di «monitorare giorno dopo giorno e decidere se sia il caso di andare avanti con questi provvedimenti o se debbano esserne assunti di più gravi». Fontana non esclude che, se la diffusione del virus non dovesse rallentare, si possa procedere con un nuovo lockdown.


«Se l’impennata dovesse continuare può darsi che si prenda un provvedimento diverso» dal coprifuoco partito ieri, 22 ottobre. In diretta su Sky Tg24 il governatore ha commentato le immagini della città di Milano deserta: «Un film angosciante che avrei voluto non rivedere, che non mi riempie certo di gioia, ma che è obbligatorio vedere tenendo conto della situazione dei contagi».

Provvedimenti graduali

Fontana ha così spiegato la strategia della Regione per rispondere a questa seconda ondata epidemica: «Cerchiamo di fare in modo che si arrivi gradualmente e che si evitino quei provvedimenti che rischiano di essere troppo gravi per i nostri cittadini, per l’economia ma anche per la vita ordinaria». E ha chiarito anche il retroscena che lo vedeva in contrasto con il segretario del suo partito, Matteo Salvini, qualche ora prima dell’entrata in vigore del coprifuoco.

«Alla fine, esaminati i dati, si è convinto che il coprifuoco era una situazione inevitabile», ha spiegato il governatore leghista. Poi, sulle misure da intraprendere, ha aggiunto: «O riduciamo la gente cha va a scuola o quella che va al lavoro». Da lunedì 26 ottobre, dovrebbe partire la didattica a distanza per le scuole superiori lombarde. «È difficile chiedere ancora sacrifici – ha concluso Fontana -, ma è così: state a casa».

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