Coronavirus, Locatelli: «Nel Dpcm stretta sugli spostamenti tra regioni». Sulla Dad: «Non è un totem intoccabile». E la si ipotizza dalla seconda media

Il presidente del Consiglio superiore di Sanità ha sottolineato come in alcuni territori più a rischio chiudere le scuole può essere la soluzione per inclinare la curva dei contagi. In queste aree circola l’ipotesi Dad dalla seconda media

Alla vigilia di un nuovo Dpcm anti-Covid, il professor Franco Locatelli fornisce alcune anticipazioni sulle misure che da domani – o da martedì – potrebbero attendere il Paese. Intervistato durante la trasmissione Che tempo che fa, il presidente del Consiglio superiore di Sanità si è espresso su uno dei temi più discussi dalle Regioni nelle ultime ore: gli spostamenti tra le regioni. «Il Dpcm di domani farà leva su qualche misura come la limitazione agli spostamenti interregionali» ha esordito Locatelli, «se non per ragioni indifferibili, di salute o di lavoro». La stretta sugli spostamenti tra regioni dunque sembra essere un provvedimento presente nella nuova azione del governo contro il virus, decisione che Locatelli ha dichiarato essere basata su un «principio di proporzionalità e ragionevolezza».


Il professore ha parlato poi del tono del confronto di oggi con il premier Giuseppe Conte e i ministri: «Nell’incontro abbiamo cercato di dare un quadro della situazione nei diversi contesti regionali e del riverbero sulle strutture sanitarie del paese» ha spiegato, sottolineando come adesso la decisione spetti esclusivamente al governo. Il presidente del Consiglio superiore di Sanità si è poi pronunciato su un altro dei temi più caldi, quello della scuola, invitando a non considerare l’attivazione della didattica a distanza come «un totem intangibile».

Nonostante il contributo marginale degli istituti scolastici alla trasmissione del virus, «pari al 3,8% dei focolai», Locatelli ha sottolineato come «in alcune situazioni territoriali in cui si voglia ottenere una flessione della curva, la didattica a distanza può essere una misura da considerare». Nell’intervista il professore ha ribadito la grande difficoltà del momento e ha invitato tutti alla necessità di recuperare «lo stesso spirito nazionale dimostrato in primavera».

Ipotesi Dad dalla seconda media nelle aree a rischio

Intanto, stando a quanto si apprende da fonti di maggioranza, l’ultima ipotesi che circola sulla questione scuola, è quella in base alla quale nelle aree più a rischio, individuate sulla base dell’indice dei contagi si starebbe pensando a estendere la didattica a distanza anche alla seconda e terza media, con l’obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata delle lezioni in presenza, cioè alle elementari e in prima media.

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