Lockdown regionale, Boccia convoca i governatori: «Prepariamoci a nuove strette. Sulla Campania si decide domani»

Venerdì 13 novembre arriverà la decisione del ministero della Salute su nuove chiusure regionali, mentre arrivano primi timidi segnali di rallentamento dei contagi. A rischio zona rossa ci sono Puglia e Liguria, così come la Campania. Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna verso la zona arancione

Chiudere ancora per “raffreddare” la curva dei contagi di Coronavirus? Come e quanto? Il rafforzamento delle reti sanitarie, ormai chiaramente in sofferenza e in tutta Italia, e i Covid Hotel sono i temi al centro di una riunione, in videoconferenza, convocata per il pomeriggio dal ministro delle Autonomie Francesco Boccia con Regioni, Comuni (Anci), Province (Upi), il commissario Domenico Arcuri e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.


«Vediamo il monitoraggio di domani e poi si deciderà quale colore per la Campania e per altre regioni», dice in giornata Boccia a L’Aria che Tira su La7. «Le misure arriveranno tra sabato e domenica, ma si daranno sempre 24 ore di tempo dopo l’ordinanza del ministro della Salute per l’organizzazione territoriale», ha aggiunto. «Non ci sarà Dpcm».

Il bilancio a oggi

La certezza che l’ultimo Dpcm con le chiusure serali e quelle delle zone rosse e arancioni stia portando i primi effetti sperati è ancora flebile. Ma i segnali che arrivano dai bollettini delle ultime due settimane indicano che la curva dei contagi in Italia si sta piegando. Lo hanno confermato gli esperti Silvio Brusaferro, Franco Locatelli e Agostino Miozzo nel vertice a palazzo Chigi di ieri con il premier Giuseppe Conte, accennando all’ipotesi che nei prossimi giorni dovrebbe esserci una stabilizzazione dei casi, come riportano la Repubblica e Corriere della Sera.

L’interpretazione si basa sul fatto che nei primi tre giorni di questa settimana i contagi sono cresciuti del 25,4%, non sono raddoppiati quindi come avveniva la settimana precedente. Tanto basta al premier, per il momento, per aver conferma che la strada delle chiusure regionali, fino a quelle nelle città, è l’unica possibile per abbassare ulteriormente la curva epidemiologica e allontanare lo spettro del lockdown nazionale. A Natale sarà meglio stare solo in compagnia del “nucleo familiare più stretto”, come misura anti-Covid, dice in giornata Boccia, confermando un’atmosfera che al momento continua a essere a tinte foche.

Le regioni nello scenario 4

La frenata dei contagi non basta però per abbassare la guardia. In giornata saranno elaborati i dati regionali perché si arrivi a domani, 13 novembre, per il nuovo report dell’Iss e la definizione aggiornata dei 21 indicatori sul livello di rischio che permetteranno al ministro della Salute Roberto Speranza di firmare una nuova ordinanza con altre chiusure regionali. Secondo la Repubblica, candidate alla zona rossa sono almeno Puglia e Liguria, che oggi sono in fascia arancione.

Rischiano di veder aumentare le restrizioni però anche quelle regioni dove oggi l’indice Rt è superiore da tempo a 1,5. Tra queste ci sono Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, che si stanno già coordinando per varare ordinanze omogenee sulle chiusure. E poi c’è la Campania, ancora sotto indagine che rischia di passare almeno in fascia arancione.

Il caso Campania

La decisione di domani del ministero della Salute non potrà che riguardare anche la Campania, come infine confermato da Boccia. La Regione, secondo il Corriere è già nello scenario 4 di massimo rischio e potrebbe entrare in fascia rossa. Lo diranno i dati che la stessa regione ha trasmesso alla Cabina di regia, assieme all’esito delle ispezioni dei tecnici del ministero della Salute, che da giorni indagano sul campo negli ospedali campani.

Quel che non raccontano i dati, lo fanno le immagini: la pressione sulle strutture ospedaliere tra Napoli e Caserta resta fortissima. Dopo le lunghe code di ambulanze fuori dagli ospedali, le notizie di decessi di pazienti in attesa di ricovero, fino al video diffuso ieri su un uomo sospetto positivo morto nel bagno dell’ospedale Cardarelli aumentano la convinzione che la situazione campana richieda un intervento immediato.

Le grandi città

Di pari passo con le chiusure delle regioni, il governo spinge perché i sindaci delle grandi città intervengano direttamente su strade e piazze a rischio affollamento. Da Roma a Firenze, scrive il Corriere, sono previsti controlli più intensi nelle strade dello shopping e nelle piazze dove ancora la movida riesce a resistere. A Napoli è attesa per domani un’ordinanza del sindaco Luigi De Magistris che limiti almeno gli ingressi in città ai non residenti. Per farlo potrebbero essere impiegati anche gli uomini dell’esercito, che con la Protezione civile interverrà per limitare anche gli assembramenti.

In copertina ANSA / CIRO FUSCO | Napoli, ottobre 2020

Leggi anche: