«Cosa aspettano a chiamare Strada in Calabria?», protestano anche nel partito di Speranza (e Zuccatelli)

Anche il portavoce di Sinistra italiana Nicola Fratoianni ha bocciato la nomina dell’esponente di Liberi e Uguali

C’è aria di maretta in casa Leu. Dopo la nomina di Zuccatelli a commissario della Sanità in Calabria per contrastare la pandemia da Coronavirus, la rivolta arriva proprio dai suoi. La prima della fila è la senatrice Loredana De Petris: «Il presidente del Consiglio ha giustamente sondato Gino Strada per verificare la possibilità di mettere a disposizione della Regione Calabria la vastissima esperienza sanitaria di Emergency in un frangente tra i più drammatici. Ieri Strada ha detto chiaramente di essere pronto». Per la senatrice la proposta prima avanzata da Nicola Morra e poi avallata dal presidente del Consiglio è l’unica strada.


Per questo è necessario, ora, che «il governo rompa gli indugi e colga immediatamente la disponibilità confermata da Strada ad accettare l’incarico di Commissario straordinario della Calabria. Darebbe così un segnale forte e potente di cambiamento. Qualsiasi esito diverso sarebbe inaccettabile e incomprensibili per tutti e in particolare per gli abitanti della Calabria».

Della stessa idea è Francesco Laforgia, senatore di LeU. Anche per lui, infatti, vale l’endorsement a Strada. «In piena emergenza sanitaria, passare settimane intere attorno a una polemica come quella del commissario alla sanità in Calabria è davvero surreale. Il Governo dia seguito all’impegno di coinvolgere Gino Strada nella ricostruzione della Sanità calabrese. Non si perda altro tempo», ha detto.

Il no a Zuccatelli di Fratoianni

«L’ho detto subito e oggi lo ripeto. La nomina in Calabria di Zuccatelli è un errore a cui si sarebbe dovuto porre rimedio», ha spiegato il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. «Ora scopriamo – prosegue il parlamentare di Leu – che Gino Strada ha dato la sua disponibilità chiedendo una cosa semplice semplice: di non essere oggetto di un’operazione di facciata e di avere un mandato chiaro». «Cosa aspetta il governo? – conclude Fratoianni – Lo nomini subito».

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