La pausa dalla pandemia per lo shopping di Natale: le ipotesi su negozi, coprifuoco alle 24 e viaggi tra regioni. Oggi nuove zone rosse e arancioni

Già oggi alcune Regioni potrebbero rischiare la zona rossa. Le prossime due settimane saranno cruciali per un possibile cambio di passo in vista del Natale

Un venerdì importante quello di oggi, 20 novembre. Come ogni fine settimana si attende il report dell’Istituto superiore di sanità sulla situazione Coronavirus, stavolta con un’attenzione maggiore. Con l’introduzione dell’ultimo Dpcm, finiscono le prime due settimane di zone rosse, arancioni e gialle e alcuni territori potranno passare già da oggi ad una fascia di rischio più altra. Parallelamente, le Regioni già in zona rossa potranno chiedere di essere sottoposte a una rivalutazione per alleggerire le misure restrittive. Le Regioni in questione verrebbero osservate per una settimana dalla cabina di regia e, qualora il trend di miglioramento dovesse confermarsi, a partire dal 27 novembre potrebbero passare dall’essere rosse ad essere arancioni.


I 21 parametri di valutazione per le varie fasce di rischio, però, – contestati dalle Regioni che ne vorrebbero solo 5 – non cambieranno fino al 3 dicembre. Dopo la riunione di ieri, il governo e le Regioni sono arrivate a un compromesso sui punti in discussione, e, in cambio, l’esecutivo ha promesso di stilare il prossimo Dpcm in accordo con i vari presidenti regionali. Il governo ha assicurato inoltre che aiuterà economicamente le categorie di lavoratori colpite maggiormente nelle zone di allerta (anche qualora le perdite dovessero derivate dalle ordinanze).

Le regioni verso nuove chiusure

Le Regioni che su tutte puntano al passaggio all’arancione a partire dal 27 novembre sono Lombardia e Piemonte. Se tutto andrà come vogliono Attilio Fontana e Alberto Cirio, dopo il 3 dicembre potrebbero passare anche in gialla. Fondamentali saranno i dati sui ricoveri e sulla pressione ospedaliera (quadro che al momento non è dei migliori nelle due Regioni). Il ministro Francesco Boccia ha confermato ieri, 19 novembre, la possibilità che altre regioni finiscano – stavolta fin da subito – nella fascia di massima allerta. Le osservate speciali sono Puglia, Liguria, Veneto, Abruzzo e Basilicata. In Puglia e Abruzzo le richieste sono state già anticipate dai presidenti e Marco Marsilio ha già anticipato il provvedimento con disposizioni più rigide.

Cosa cambierà nel prossimo Dpcm

Il nuovo Dpcm arriva alle porte del mese natalizio – particolare che, insieme al lieve miglioramento dei contagi, fa già pensare eventuali riaperture di bar, ristoranti e negozi. I governatori spingono per riaperture rapide, in modo da dare respiro ai commercianti, ma il governo ci va con i piedi di piombo. Le misure in discussione tra le parti finora sono le seguenti (tutte da decidere in base al quadro epidemiologico).

  • Negozi, bar e ristoranti: da zero a cento, sui negozi si cambia strategia. Si pensa a concedere riaperture in tutta Italia (tranne nelle zone rosse). A partire dai negozi, che aprirebbero dalle 9 alle 22 per concedere lo shopping natalizio (stimato da Coldiretti di circa 221 euro a famiglia), fino ai centri commerciali nel fine settimana. Riaperture serali nelle zone gialle e nelle arancioni di bar e ristoranti con le regole dell’estate.
  • Coprifuoco: Sul tavolo la possibilità di andare anche oltre le 22, prorogando l’orario del ritorno a casa fino alle 23 o alle 24.
  • Spostamenti: Rimane il no agli spostamenti tra regioni rosse e arancioni, anche a Natale. Da questo punto di vista il rigore sembra farla da padrone.
  • Feste: restano in vigore le stesse regole, ma nelle case non potrà esserci nessun obbligo. Solo calde raccomandazioni.

A non condividere le regole è su tutte la Regione Lazio, attualmente in zona gialla, che tramite il suo assessore alla Sanità ha già dichiarato che sul territorio non verranno applicati allentamenti e il coprifuoco resterà alle 18 come da vecchio Dpcm.

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