Dpcm di Natale, stop agli spostamenti tra regioni a dicembre. Niente sconti sul coprifuoco alla Vigilia. Oggi nuovi colori per le regioni, ma con cautela

di Giovanni Ruggiero

Il report dell’Iss oggi potrebbe cambiare il colore delle prime regioni chiuse lo scorso 6 novembre, ma l’attesa per veri allentamenti potrebbe proseguire fino al prossimo Dpcm di dicembre. Stretta del governo sui ricongiungimenti famigliari, che saranno concessi per pochi casi di emergenza

Non ci sono sconti in vista per Natale da parte del governo, neanche per Gesù Bambino che secondo il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia può nascere anche due ore prima della mezzanotte. E a far nascere il Bambinello nelle case si dovrà essere in pochi intimi, visto che il governo ha tutte le intenzioni di vietare gli spostamenti tra regioni e limitare al massimo i ricongiungimenti famigliari. La prospettiva di una mappa delle regioni più gialla a dicembre sta producendo effetti contrastati.


Per un verso è il segnale positivo che le restrizioni stanno portando gli effetti sperati, stando all’indice Rt oggi diverse regioni potrebbero già passare a colori e misure più clementi, come previsto dall’ultimo Dpcm. D’altro canto, però, il timore del governo è che il passaggio al giallo possa essere inteso come un ritorno alle vecchie e cattive abitudini, con un abbassamento della guardia che la situazione negli ospedali ancora non permette in nessuna regione.


Sarà il report settimanale della Cabina di Regia con l’Istituto superiore della Sanità a chiarire oggi se le prime regioni chiuse lo scorso 3 novembre potranno cambiare colore. L’attesa oggi alle 16 è per Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria, in zona rossa. Nulla è scontato però, visto che già ieri il governatore lombardo Attilio Fontana è dovuto tornare sui suoi passi quando ha evocato un allentamento imminente per la sua regione, dopo il colloquio con il ministro della Salute Roberto Speranza.

La linea è di attendere, almeno fino al 4 dicembre, quando arriverà il nuovo Dpcm che potrebbe prevedere regole diverse per le tre zone. A cambiare sarà innanzitutto il peso dell’indice Rt rispetto alla pressione sugli ospedali. I colori delle regioni quindi potranno anche cambiare, ma gli allentamenti saranno ancora minimi, con misure più rigide anche in zona gialla. In base a questi presupposti, è probabile che le zone arancioni in Sicilia e Puglia oggi restino invariate, visto che le due regioni registrano ancora ieri dati pesanti soprattutto sulle terapie intensive.

Stretta sui viaggi: ricongiungimenti famigliari per pochi

Sugli spostamenti tra regioni e i ricongiungimenti famigliari prevale per ora la linea più rigorista. Come riporta il Corriere della Sera, già nel vertice di ieri tra governo e regioni è stato ripetuto che i confini regionali dovranno restare chiusi a dicembre, così come non è accaduto ad agosto. L’errore estivo ha preceduto una nuova ondata di cui ancora si contano i danni, un passo falso che nessuno vuol ripetere, soprattutto in un periodo dell’anno in cui gli spostamenti avvengono in massa da Nord a Sud per tornare dalle famiglie.

Non ci saranno quindi particolari novità sui motivi concessi per gli spostamenti, se non quello del ricongiungimento famigliare, ma riservato a pochi casi, per esempio per raggiungere famigliari anziani che rischiano di restare da soli. Ci sarà poi la raccomandazione a limitare le cene in famiglia, con il tetto massimo ancora da definire tra sei e otto partecipanti allo stesso tavolo.

Scontro su bar, negozi e coprifuoco

Un accordo tra governo e regioni su possibili variazioni al coprifuoco e di conseguenze agli orari di riaperture delle attività commerciali, ristoranti compresi, è ancora lontano. Per il momento prevale l’intenzione di tenere chiusi bar e ristoranti alle 18, anche durante le feste. Resterebbe quindi il coprifuoco alle 22, mentre i governatori spingono per uno slittamento almeno alle 23, con la possibilità per il mondo della ristorazione di aprire a cena anziché a pranzo. Sul tema però non ci sarebbero particolari margini di trattativa, la linea del governo, vedi Boccia, è di imporre il rientro a casa il più presto possibile, anche il 24 notte e il 31.

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