Capua sulle critiche di Bassetti: «Da veterinaria confondo sui vaccini? Se rispondo spreco energie. Vi spiego invece perché sono sicuri»

di Redazione

La direttrice del One Health Center della Florida ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera di non voler partecipare al «gioco degli insulti»

Cosa ne può sapere di vaccini contro il Coronavirus una veterinaria. Lo aveva detto Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive al San Martino di Genova, riferendosi alla professoressa Ilaria Capua e ai suoi interventi pubblici in materia. Rispondere alle critiche, però, non sembra essere nei piani della direttrice del One Health Center dell’Università della Florida (dove «la multidisciplinarità è un valore»). E anche se «le parole fanno male», partecipare al «gioco degli insulti» in un contesto così complicato è solo «uno spreco d’energia».


In un’intervista al Corriere della Sera, la professoressa Capua ha dichiarato di «non aver bisogno», oggi, di costruirmi una carriera sull’onda della Covid-19. Già protagonista della scena scientifica internazionale (per meriti come, ad esempio, le scoperte nel campo del virus dell’aviaria che hanno aperto la strada al vaccino), la laurea in veterinaria risalente al 1989 è stata solo l’inizio del suo percorso nella medicina.

«Non ho risposte per tutto – ha detto -, anzi ne ho soltanto per alcuni aspetti del problema che conosco. Vorrei dare il mio contributo mettendo a disposizione delle persone quello che ho studiato e capito in questi anni». In ogni caso, «virus pandemici e pre-pandemici sono proprio argomento
da virologi veterinari».

Per quanto riguarda il piano delle vaccinazioni che sta preparando l’Italia, Capua ha riconosciuto delle difficoltà per tutti i Paesi. «Non sarà così semplice da realizzare, in nessun Paese», ha detto. «L’immunità di gregge — si mira almeno al 75% della popolazione — sarà un processo graduale e con molte incognite. Probabilmente – ha aggiunto – la somministrazione del vaccino occuperà tutto il 2021. Saranno necessari anche dei piani B».

Ma questo non giustifica la paura dei vaccini che si sta diffondendo in tutto il mondo. «I vaccini sono sicuri», ha aggiunto. Oggi la trasparenza è un valore e le aziende lo sanno. Va spiegato bene e con pazienza alle persone che sono spaventate da tutto. Anche per questo, che senso hanno attacchi e contrapposizioni? Si crea solo più paura e incertezza e invece è proprio il contrario che serve. Lucidità, attenzione, consapevolezza del nostro ruolo come comunicatori».

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