Coronavirus, l’indice Rt cala a 0,91. Il monitoraggio Iss: «Dati incoraggianti, ma la pressione sugli ospedali resta elevata»

Cinque Regioni sopra l’1. Calabria, Puglia e Sardegna a rischio alto. Ecco le ordinanze del ministro Speranza

Continua a calare l’indice Rt relativo alla trasmissibilità del Coronavirus in Italia. Nel periodo 11-24 novembre, il dato calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,91. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale dell’Iss e del ministero della Salute. L’indice Rt è inferiore a 1 in 16 tra Regioni e Province autonome. Inoltre, per la seconda settimana consecutiva, l’incidenza dei casi negli ultimi 14 giorni è diminuita. «Si osserva una riduzione generale del rischio complessivo, con la maggior parte delle Regioni e Province Autonome a rischio moderato e, per la prima volta dopo sette settimane, due a rischio basso», spiega il report. Tre Regioni sono invece classificate a rischio alto da tre o più settimane consecutive: Calabria (a titolo precauzionale poiché non valutabile), Puglia e Sardegna.


Le nuove ordinanze di Speranza

Sulla base dei dati contenuti in questo monitoraggio è stato deciso, tramite le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza, il passaggio in fasce di rischio più basse rispetto alle attuali di una serie di Regioni. Campania, Valle d’Aosta, Provincia di Bolzano e Toscana diventano zone arancioni da domenica 6 dicembre. Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria passano invece alla fascia gialla.

Ecco l’indice Rt nelle varie Regioni e Province autonome:

  • Abruzzo: 0,85
  • Basilicata: 0,76
  • Calabria 1,06
  • Campania 0,74
  • Emilia-Romagna: 0,99
  • Friuli-Venezia Giulia: 0,92
  • Lazio: 1,04
  • Liguria: 0,68
  • Lombardia: 0,93
  • Marche: 0,74
  • Molise: 1,38
  • Piemonte: 0,72
  • Provincia di Bolzano: 0,8
  • Provincia di Trento: 0,83
  • Puglia: 0,89
  • Sardegna: 0,61
  • Sicilia: 0,79
  • Toscana: 1,01
  • Umbria: 0,71
  • Val d’Aosta 0,79
  • Veneto: 1,13

Diciotto Regioni oltre la soglia critica dei ricoveri

Questi dati «sono incoraggianti e confermano l’impatto delle misure che si accompagnano con una diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva; tuttavia, la pressione sui servizi ospedalieri è ancora molto elevata». L’impatto dell’epidemia sui servizi sanitari assistenziali, evidenzia il monitoraggio, rimane alto: «Diciotto Regioni e Province Autonome il primo dicembre avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva». Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva «supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale».

«Incidenza ancora troppo elevata»

Secondo quanto spiegato nel monitoraggio, «l’incidenza (590,65 casi per 100mila abitanti contro i 706,27 della settimana precedente, ndr) rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedali».

Leggi anche: