Regeni, il racconto del testimone: «Ammanettato e torturato nella sede dei servizi segreti egiziani. Delirava in italiano» – Il video

di Giada Ferraglioni

Il testimone ascoltato dai magistrati di Roma racconta di averlo visto «mezzo nudo, molto magro, con segni di tortura» nella stanza numero 13 della National security egiziana

«Ho visto Giulio. Era ammanettato a terra e aveva segni di torture sul torace. Delirava in italiano». Durante l’audizione di oggi, 10 dicembre, davanti alla commissione di inchiesta sull’omicidio Regeni, il procuratore Sergio Colaiocco ha riportato il racconto di uno dei cinque testimoni chiave delle indagini, ascoltati dai magistrati di Roma. Secondo il testimone, il ricercatore italiano sarebbe stato torturato e ucciso nella sede della National security.


«Ho lavorato per 15 anni nella sede della National Security dove Giulio è stato ucciso», ha raccontato. Il pm ha riportato le sue parole nel giorno della notifica di chiusura delle indagini su quattro esponenti dei servizi segreti egiziani. «Si tratta di una villa che risale ai tempi di Gamal Abd el-Nasser, e poi sfruttata dagli organi investigativi. Al primo piano della struttura si trova la stanza numero 13 – ha aggiunto – nella quale vengono portati gli stranieri sospettati di avere tramato contro la sicurezza nazionale».

Giulio, stando a quanto riportato dal testimone, sarebbe stato uno di questi. «Il 28 o 29 gennaio ho visto Regeni in quella stanza con ufficiali e agenti», ha continuato nel racconto. «C’erano catene di ferro con cui legavano le persone. Lui era mezzo nudo e aveva sul torace segni di tortura. Parlava in italiano. Delirava. Era molto magro – ha insistito il testimone – ed era sdraiato a terra con il viso riverso, ammanettato. Dietro la schiena aveva dei segni, anche se sono passati anni ricordo quella scena. L’ho riconosciuto alcuni giorni dopo da foto sui giornali e ho capito che era lui».

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Giada Ferraglioni