Assalto a Capitol Hill, l’FBI sapeva che i supporter di Trump si stavano preparando a una «guerra» – L’esclusiva del Washington Post

Il documento smentirebbe quindi le precedenti dichiarazioni del Bureau secondo cui non c’era alcuna indicazioni che la marcia pro Trump potesse sfociare in atti di violenza

A una settimana dai fatti del sei gennaio al Congresso, mentre si sta cercando di fare chiarezza sul ruolo della polizia, un documento consultato in esclusiva dal Washington Post rivela come l’ufficio dell’FBI della Virginia avesse redatto, un giorno prima dell’irruzione a Capitol Hill, un documento interno sui pericoli di un’escalation di violenze a Washington. Il report di intelligence smentirebbe dunque le dichiarazioni fatte in precedenza dal Bureau secondo cui non c’era alcuna indicazione che qualche gruppo si stesse preparando per scatenare il caos.


Alcuni commenti online citati dal documento incitano chiaramente alla violenza. «State pronti a combattere. Il Congresso dovrà sentire i vetri infrangersi, le porte calciare, e sarà versato il sangue dei loro schiavi soldato del BLM (Black Lives matter, ndr) e dei Pantifa», si legge nel documento. «Smettetela di chiamarla una marcia, una manifestazione, o una protesta. Andate là e preparatevi alla guerra. Avremo il nostro presidente o moriremo. Nient’altro ci permetterà di raggiungere il nostro obiettivo».

Il documento, redatto da un ufficio della Virginia, era stato subito trasmesso alla sede di Washington, il giorno prima dell’irruzione al Campidoglio, racconta la fonte al Washington Post. Tuttavia, venerdì, Steven D’antuono, a capo dell’ufficio del Bureau della capitale, aveva detto ai giornalisti che «non c’era alcuna indicazione» di azioni pianificate per il giorno della marcia a sostegno di Donald Trump. Per settimane, fa notare inoltre il Washington Post, i funzionari dell’FBI hanno scartato qualsiasi suggerimento relativo al fatto che la protesta dei sostenitori pro-Trump potesse essere una minaccia alla sicurezza.

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