Vaccini in base al Pil, De Luca contro Moratti: «Quel che dice è a un passo dalla barbarie». E lei fa dietrofront

di Maria Pia Mazza

«Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici», affonda il governatore. L’assessora al Welfare della Lombardia corregge il tiro: «Mi riferivo alla zona rossa»

«A un passo dalla barbarie». È così che il governatore della Campania Vincenzo De Luca attacca l’uscita di Letizia Moratti sulla questione vaccini. «Leggo con sconcerto le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni», dice De Luca. «Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici. Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni».


A dieci giorni dalla sua nomina alla vicepresidenza della Lombardia con delega al Welfare regionale, dunque, Moratti fa quindi già scintille. Dopo una riunione con i capigruppo della maggioranza e dell’opposizione al Pirellone, è stata formulata una richiesta formale al commissario straordinario per l’emergenza Arcuri, in cui Moratti ha chiesto di inserire il Pil regionale tra i criteri da tenere in conto per la ripartizione dei vaccini anti-Covid.


A questo parametro si aggiungono l’alto tasso di mobilità, la densità abitativa, nonché lo status di regione più colpita dal virus. A dar manforte alla richiesta si è subito schierato il governatore lombardo Attilio Fontana, che ha precisato che si tratta di una «serie di integrazioni che mi sembrano estremamente coerenti e logiche», in attesa di un confronto con Domenico Arcuri. Dopo le polemiche, Moratti ha fatto marcia indietro: «Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito. Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione, che, questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa».

Speranza: «In Italia la salute è un bene pubblico, non un privilegio di chi ha di più»

Il ministro alla Salute Roberto Speranza in un tweet ha sottolineato che «tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono», precisando che «in Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più». E a far da eco alle parole del ministro Speranza è intervenuta anche la deputata del Pd ed ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin: «Il Pil non può essere il parametro di accesso al vaccino, né a livello nazionale, né mondiale». «Sarebbe come dire – osserva Lorenzin – che abdichiamo al senso profondo del diritto alla salute», auspicando che la richiesta di Moratti fosse, in realtà, una fake news.

Massimo De Rosa, capogruppo del M5s, parla invece di «criteri discutibili e discriminatori», mentre il consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli taglia corto, facendo riferimento alla «riduzione dei vaccini in Italia e in Europa annunciata da Pfizer sembra essere legata al fatto che l’azienda ne assegnerà di più agli Stati Uniti: «C’è sempre qualcuno con più Pil di te».

In copertina ANSA/CESARE ABBATE | Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca durante la consegna dei nuovi autobus EAV (Ente Autonomo Volturno) nel piazzale antistante il porto di Napoli, 17 dicembre 2020.

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