Chi è Lello Ciampolillo, il costruttore ritardatario: le sue teorie spericolate dalla cannabis anti Covid al sapone anti Xylella

Dalla Xylella “curata” col sapone all’uso della cannabis contro la Covid, passando per l’uso “inutile” delle mascherine: ecco chi è il «volenteroso» dell’ultimo minuto che ha portato il Var in Parlamento

Quella di Alfonso Ciampolillo, detto Lello, è una storia politica ricca di episodi “pittoreschi”. L’ultimo è andato in scena durante il voto di fiducia al premier Giuseppe Conte al Senato, dopo una rocambolesca e al contempo fantozziana impresa: quella di far ricorrere i questori di Palazzo Madama all’uso della “Var”, per decidere se il senatore barese, dopo non aver risposto alle prime due chiame, avesse richiesto in tempo di poter esprimere la propria preferenza.


Un tentativo che ha creato il caos al Senato, suscitando polemiche e malumori, e che al contempo, dall’esterno, da chi teneva gli occhi puntati sulla conta, ha riportato alla mente quel «Dov’è Bugo?» pronunciato da Morgan sul palco dell’Ariston durante la kermesse sanremese. Gia, «Dov’è Ciampolillo?» è la domanda che ha iniziato a rimbalzare prepotentemente sui social, con meme, fotomontaggi e battute di sorta, malgrado il momento serio e delicato. Ma infine il senatore Ciampolillo, dopo la visione della “moviola”, è stato ammesso al voto, schierandosi tra i «volenterosi» e votando la fiducia a Conte, assieme al senatore Nencini, in zona Cesarini.

La proposta di usare sapone e onde elettromagnetiche contro la Xylella

Ma oltre all’episodio folkloristico di cui si è reso protagonista al Senato, Lello Ciampolillo è più volte balzato alle cronache, a cominciare da quelle pugliesi, per le sue “battaglie”. Nato a Bari 48 anni fa, dove si è candidato sindaco nel 2009 raccogliendo poche centinaia di voti, è stato eletto in quota M5s. Durante il secondo mandato da senatore, è poi passare al gruppo Misto, dopo esser stato espulso dal MoVimento per la questione dei mancati rimborsi.

Tra le sue grandi imprese (che gli avevano già dato una certa popolarità) c’è la battaglia per evitare l’abbattimento di un ulivo in Valle d’Itria. Ci aveva provato spostando il proprio domicilio presso l’albero in questione, convinto che l’abbattimento degli ulivi per contenere la Xylella fosse il metodo più sbagliato. Secondo Ciampolillo, gli ulivi pugliesi potevano essere salvati con il sapone e un trattamento a base di onde elettromagnetiche. Alla fine la sua casa-albero è stata eradicata.

Cannabis contro la Covid e scetticismo sull’uso delle mascherine

Ciampolillo si è poi sempre schierato a favore della legalizzazione della cannabis, avanzando la proposta, senza alcun fondamento scientifico, di impiegare prodotti derivanti dal fiore della cannabis per contrastare il Coronavirus. Aveva anche spedito una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, sperando che il suo «contributo possa essere di aiuto in questo drammatico momento». Sempre sul fronte del Coronavirus, Ciampolillo si è anche sbilanciato in teorie negazioniste sulle misure di contenimento dei contagi: «Le mascherine servono solo a fermare l’influenza, non il Coronavirus. Ma non vi sentite presi in giro?», ha chiesto recentemente ai suoi supporter su Facebook. Insomma, un «volenteroso» dell’ultimo minuto, ma che suscita più di qualche perplessità. 

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