Addio alle primule di Arcuri, si passa al metodo Figliuolo: vaccini anche ai drive in, Esercito e Protezione civile per accelerare il piano

Al posto dei costosi padiglioni immaginati dall’ex commissario, si punterà sui grandi spazi già disponibili o facili da installare anche nei piccoli centri

Paolo Figliuolo ha preso il posto del contestato Domenico Arcuri e ora, per volontà del premier Mario Draghi la campagna vaccinale contro il Coronavirus in evidente difficoltà è in capo a lui: «Metterò tutto me stesso e tutto l’impegno possibile per fronteggiare questa pandemia», ha detto lui a caldo. Come? Le parole d’ordine di Chigi sono uniformità e niente regioni in ordine sparso. Insieme a ottimizzazione delle risorse e miglioramento della logistica. Di certo l’Italia è destinata a dimenticare primule e architetti. Alle strutture da 400 mila euro l’una (totale del costo dell’operazione tra gli 8,5 milioni e il mezzo miliardo) dell’era Arcuri, Figliuolo preferirà i drive-in già usati (200) dalla Difesa per i tamponi.


Aggiungendo, eventualmente, caserme in disuso e altre opzioni. D’altro canto è quello che già accade a Milano, all’ospedale Baggio, dove – ricorda La Stampa – l’esercito ha già allestito la prima struttura del genere. Qui viene somministrato il vaccino a persone con difficoltà motorie mentre sono a bordo della loro auto. Ora le Asl potranno fare richiesta e applicare la stessa strategia in altri drive-in già esistenti come quello che di fatto è il più grande in tutta Italia, ovvero il Trenno a Milano, o quello della Cecchignola a Roma.


Il ruolo della Protezione Civile

Al contrario – meglio, all’opposto – di quanto accaduto nell’era Arcuri (in cui il ruolo della Protezione Civile è stato rapidamente ridimensionato dopo un inizio di comunicazione centrale all’epoca degli esordi della pandemia e delle conferenze stampa delle 18 di un altro ex, Angelo Borrelli) la struttura ora guidata da Fabrizio Curcio sembra destinata a riconquistare un ruolo fondamentale nella campagna di vaccinazione di massa.

A cominciare dal coinvolgimento dei 300 mila volontari, insieme ai 1.700 militari del Comando Operativo Interforze. Non solo: Curcio e Figliuolo sembrano intenzionati a gestire la partita dei vaccini insieme o comunque in armonia. Negli incontri di ieri si sono presentati insieme, con i ministri Mariastella Gelmini e Roberto Speranza. Insieme parteciperanno anche venerdì all’incontro con le regioni. E oggi il commissario è stato presente al secondo tavolo promosso dal Mise dal ministro Giancarlo Giorgetti per la possibile produzione dei vaccini da parte delle aziende italiane.

La logistica

L’ex commissario Arcuri si sarebbe messo a totale disposizione nel passaggio di consegne. Tra i dossier, il più delicato sembra quello della logistica. Figliuolo sembrerebbe essere interessato a evitare frammentazioni – da qui la necessità di strutture grandi come caserme e tensostrutture, o comunque mobili per arrivare anche nei comuni più piccoli. La distribuzione dovrebbe passare totalmente sotto il controllo dell’Esercito (con il coinvolgimento di 470 medici e 798 infermieri militari). Attesa anche – a dimostrazione del cambio di passo rispetto alla “filosofia” accentratrice della gestione Arcuri – una distribuzione da parte di Figliuolo delle deleghe nella gestione dell’emergenza.

In copertina ANSA Simone Venezia | Il centro commerciale Freccia Rossa trasformato in hub per vaccino anti covid-19 a Brescia, 2 marzo 2021.

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