Non Ristori ma Sostegno: arriva il decreto. Ecco le misure allo studio del governo per imprese e lavoratori

Il provvedimento vedrà la luce nei prossimi 10 giorni. Sul tavolo indennizzi al mondo produttivo, il rinvio della spedizione delle cartelle esattoriali e la proroga del blocco dei licenziamenti fino a giugno

Non si chiamerà più decreto Ristori, ma decreto Sostegno. Vedrà la luce entro i prossimi 7-10 giorni e sarà il primo provvedimento di natura economica del governo guidato da Mario Draghi. Le riunioni si susseguono, con i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico al lavoro per definire la fattibilità di interventi il cui valore oscillerebbe tra i 30 e i 40 miliardi di euro. Gli assi principali sono quattro: lavoro, imprese, fisco e vaccini. Ma con l’epidemia in peggioramento e la campagna per l’immunizzazione costretta a inseguire, l’esecutivo non potrà non replicare, in gran parte, le misure già utilizzate fin qui: dal blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 marzo, che potrebbe estendersi fino alla fine di giugno, alla Cassa integrazione Covid che dovrebbe essere rifinanziata per tutto il 2021, fino ai congedi straordinari e al diritto allo smart working per i genitori in caso di scuole chiuse e figli in Dad o in quarantena.


Due miliardi per la campagna vaccinale

Per ora c’è solo uno schema di lavoro che parte dalle simulazioni del governo Conte II. L’idea è di destinare 2 miliardi alla campagna vaccinale e cancellare 60 milioni di vecchie cartelle esattoriali fino a 5 mila euro comprese sanzioni e interessi, che sono di fatto inesigibili e frenano la riscossione. Lo stralcio di questi vecchi debiti fiscali, accumulati tra il 2000 e il 2015, costerebbe 2 miliardi in due anni, ma i calcoli sono in corso. Lo stesso vale per il resto del pacchetto fiscale, che si è ipotizzato anche di far viaggiare in un provvedimento autonomo.

Al momento lo schema indica una proroga secca alla fine di aprile, allineata all’attuale scadenza dello stato di emergenza, sia per le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, sia per la sospensione dell’invio delle nuove cartelle. Ma per il riavvio della riscossione si starebbe valutando di lasciar partire gli atti (almeno 50 milioni quelli in stand by, tra notifiche di ruoli e avvisi di accertamenti) cadenzando gli invii dell’arretrato nei prossimi due anni, con conseguente allungamento della prescrizione.

La partita degli indennizzi

Tutta da definire anche la partita degli indennizzi, su cui comunque si tenterà di dare un segnale di discontinuità a partire dalla piattaforma per l’erogazione affidata a Sogei, che dovrà risarcire 2,7 milioni di imprese e professionisti entro aprile stanziando circa 12 miliardi. Gli uffici lavorano per preparare «misure normative di sostegno ispirato all’equità, alla celerità, alla semplificazione e alla immediatezza», con un occhio particolare per i lavoratori autonomi, come ha detto in parlamento il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Senza escludere che ci possa essere anche «la possibilità di compensazione in sede di dichiarazione».

Per ora nella bozza circolata tra i ministeri per le attività fino a 5 milioni di euro di ricavi si profila un sistema con quattro fasce di indennizzo a fondo perduto (dal 30% delle perdite per i più piccoli sotto i 100 mila euro l’anno di fatturato al 15% per quelli tra 1 e 5 milioni) da calcolare su cali di almeno il 33% nel confronto tra 2019 e 2020, non più su un solo mese. Questo se si continuasse a ragionare sul fatturato. Ma c’è chi spinge per adottare il criterio dei costi fissi, che avrebbe però delle criticità per esempio nel caso dei professionisti, con costi fissi molto bassi.

La soluzione potrebbe essere un mix dei due criteri. Saranno anche abbandonati i codici Ateco, mantenendo qualche distinzione per settore: alla filiera del turismo invernale – costi fissi altissimi e stagione saltata – dovrebbe andare un contributo aggiuntivo per ora quantificato in 600 milioni.

Lotteria degli scontrini e cashback

In attesa di ricevere i nuovi sostegni, i commercianti si stanno intanto adeguando alla novità della lotteria degli scontrini: circa in 300 mila, sul milione e mezzo che ha installato il registratore telematico, hanno inviato i dati per partecipare alla prima estrazione mensile, cui concorrono quasi 17 milioni di transazioni valide e circa 4 milioni di cittadini che hanno attivato il codice. E numeri sempre in crescita registra anche il cashback su cui Pago Pa, come ha spiegato la sottosegretaria al ministero dell’Economia Cecilia Guerra, sta portando avanti un monitoraggio per arrivare alla correzione delle anomalie (come i micro-pagamenti a raffica segnalati ai distributori di carburanti per ‘scalare’ le classifiche e accaparrarsi i 1.500 euro di super cashback). Ma sarà possibile anche valutare eventuali modifiche al programma stesso.

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