I numeri in chiaro, Maga (Cnr): «Dati incoraggianti, riaperture occasione da non sprecare». E sulla variante indiana: «Non più pericolosa delle altre»

«La pressione degli ospedali sta scendendo ma nessun decreto legge sarà in grado di fermare il virus». Il direttore del laboratorio di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia invoca controlli serrati da parte delle istituzioni e coscienza da parte dei cittadini

«L’andamento dell’epidemia sta rallentando ma nessun decreto legge sarà in grado di fermare completamente il virus». I dati giornalieri sulla situazione Covid in Italia, diffusi da Protezione civile e dal ministero della Salute, fanno ben sperare il professor Giovanni Maga che ora vede le riaperture come un’occasione da non perdere. Direttore del laboratorio dell’Istituto di Genetica molecolare del Cnr di Pavia, commenta i numeri al ribasso dei ricoveri. «Un dato confermato anche dal monitoraggio settimanale dell’Iss e che può farci sperare, per le prossime settimane, nell’ulteriore allineamento al ribasso anche di quelle poche regioni attualmente oltre la soglia critica».


«I dati incoraggiano»

«La scelta di ripartire funzionerà a patto che vaccinazioni e comportamenti corretti vengano garantiti in egual modo, senza contare un altro aspetto fondamentale: quello dei controlli. Su questo fronte sarà necessario un impegno assiduo da parte delle istituzioni». Secondo l’analisi del professor Maga dunque i dati sembrerebbero garantire giusti presupposti per quello che accadrà dalla giornata di domani 26 aprile. «Ma mai come ora dipenderà tutto da noi».


«La variante indiana non deve preoccuparci più delle altre»

Riguardo alla variante cosiddetta “indiana“, per cui il ministro della Salute Speranza ha bloccato i voli in entrata e in uscita dal Paese asiatico, Maga fornisce importanti elementi: «Non presenta dei cambiamenti nuovi ma combina mutazioni già presenti in altre varianti in circolazione. Per questo possiamo dire che probabilmente non è più contagiosa delle altre e che verosimilmente i vaccini potranno proteggerci anche da questa».

Il genetista continua: «Questa variante non è in grado di cambiare in maniera significativa il panorama dell’epidemia nei nostri Paesi. A maggior ragione in Italia dove è largamente diffusa la variante inglese, che se non è più contagiosa di quella indiana lo è almeno allo stesso modo e quindi può fare da argine alla sua diffusione». Il professore si appella infine a una regola efficace contro ogni tipo di mutazione genetica: «Ricordiamolo sempre: con mascherina e distanziamento nessuna variante potrà infettarci».

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