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Italia-Inghilterra, fronte ribaltato. Il ministro inglese ai tifosi italiani: «Non venite qui, sarete respinti»

Grant Shapps ha esortato i tifosi italiani a non raggiungere il Paese per la finale, alimentando il clima di scontro a distanza creato dalla stampa inglese

«Non venite nel Regno Unito per Italia-Inghilterra di domenica». Con queste parole il ministro dei Trasporti del governo britannico Grant Shapps ha esortato i tifosi italiani dall’arrivare nella capitale in vista della finale di Euro 2020. Alle domande dei giornalisti di Times Radio, il ministro ha ribadito che chiunque arrivi nel Paese solo per il match «non potrà entrare». La decisione, sottolinea Shapps, ha portato alla «cancellazione di molti voli diretti e charter».


Il ministro inglese avverte i tifosi italiani in viaggio verso Londra

La posizione dell’esecutivo di Boris Johnson si colloca nel clima teso della situazione pandemica britannica e della gestione dei tifosi in occasione dell’ultimo atto del torneo di calcio. Solo due giorni fa, la stampa inglese aveva rimarcato con una certa malizia il fatto che i Tre Leoni potranno contare su un alleato in più rispetto agli Azzurri: il pubblico di Wembley. Nell’atmosfera di sfida a distanza creata dai tabloid, che fanno dello scoop e degli articoli di pancia il loro forte, c’è stato risentimento per le prime pagine dei giornali italiani che hanno definito l’Inghilterra come una squadra «noiosa». La decisione del governo italiano di impedire l’accesso al quarto contro l’Ucraina dell’Olimpico a tutti i tifosi inglesi sprovvisti di certificazione anti Covid, ha generato una sorta di malinteso popolare per il quale si pensa che la decisione sia stata fatta di proposito, in forma di screzio ai sudditi di sua Maestà. La summa di questo ambiente viziato si è ripercosso già a ridosso della partita vinta dagli Azzurri contro il Belgio, che apriva l’ingresso a Wembley solo per gli italiani residenti in Inghilterra. Quindi le parole del ministro.


Lo scontro tra italiani e inglesi già in corso sui media

Un esempio di questo tono è la prima pagina di oggi del Daily Star, che tenta la provocazione: «Mentre gli sfacciati italiani accusano i nostri eroici Tre Leoni di essere stati aiutati a vincere con un rigore, ci chiediamo: cosa hanno mai fatto i romani per noi?». Al titolo, il giornale aggiunge l’immancabile serie di cliché lasciati, secondo loro, in eredità dagli antichi: «acquedotti, infrastrutture, buon cibo, belle donne e uomini» e la fotografia di una pizza. La sfida a distanza alimentata da alcuni media britannici trova riscontri anche nelle critiche calcistiche alla squadra di Roberto Mancini. Tra i più bersagliati sicuramente Ciro Immobile. L’attaccante della Lazio, infatti, è finito al centro di attacchi dopo il gol di Barella contro il Belgio perché ha finto di rimanere a terra dolorante per poi alzarsi alla rete del vantaggio. «Dodgy», lo hanno definito, «meschino». «Patetico», lo aveva definito un ex star come Alan Sherear. La partita di domenica, tuttavia, rimane una finale e come tale porterà i suoi imprevisti e giochi di tensione. A Wembley però la bolgia è assicurata con 60 mila spettatori di cui solo 10 mila a favore degli Azzurri.

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