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Afghanistan, altre esplosioni a Kabul. L’Isis rivendica gli attentati all’aeroporto

Negli attacchi di oggi hanno perso la vita almeno 90 persone secondo la Cbs. Uccisi anche diversi bambini e 12 marines. Sono 158 i feriti

Almeno 6 attacchi terroristici hanno colpito nel pomeriggio e nella serata di oggi, 26 agosto, l’aera intorno all’aeroporti di Kabul, in Afghanistan. Ai cancelli dello scalo della capitale afgana, preso d’assalto da giorni da migliaia di civili nel tentativo di lasciare il Paese caduto in mano ai talebani, due esplosioni hanno causato la morte di almeno 90 persone, secondo vari media tra cui la Cbs. Tra queste ci sarebbero anche bambini e almeno 12 marine statunitensi, ha riferito il Pentagono. Secondo il bilancio, ancora provvisorio, i feriti sono 158. Stando alle prime informazioni, la responsabilità dell’attacco sarebbe dell’Isis-K, l’Islamic State della provincia afgana del Khorasan. L’Isis ha rivendicato la responsabilità degli attacchi su Telegram: «Siamo riusciti a eludere la sicurezza imposta dalle truppe Usa e dalle milizie talebane a Kabul e ad arrivare a meno di 5 metri dalle truppe americane».


Secondo quanto riportato dal portavoce dei talebani su Twitter, Zabihullah Mujahid, le esplosioni avvertite in serata «sono state provocate dalle forze statunitensi all’interno dell’aeroporto di Kabul, allo scopo di distruggere il loro equipaggiamento».


Draghi: «Attacco vile e orrendo»

Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha commentato gli attentati di oggi a Kabul: «Condanno questo orrendo, vile attacco contro persone inermi che cercano la libertà. Ringrazio tutti gli italiani che si prodigano in questo straordinario sforzo umanitario per salvare i cittadini afghani».

Pentagono: «Azione di due kamikaze dell’Isis»

L’attacco a Kabul è stato condotto da due kamikaze che si ritiene appartengano all’Isis. Lo ha detto il capo del comando centrale Kenneth McKenzie, che ha riconosciuto come «il fatto che un attentatore suicida sia riuscito ad avvicinarsi ai marine Usa sia in qualche modo un fallimento». Gli Stati Uniti hanno detto di aspettarsi inoltre che ci saranno nuovi attacchi in Afghanistan. McKenzie ha anche detto di aspettarsi altri attacchi nella capitale, ma anche che gli Usa hanno truppe sufficienti per proteggere le forze americane a Kabul. McKenzie ha affermato di non essere a conoscenza di nulla che lasci supporre che i talebani abbiano permesso gli attentati.

Avvertita una terza esplosione a Kabul

Una nuova esplosione si è udita a Kabul poco prima delle 20.30 italiane, secondo quanto riferiscono diverse fonti e residenti nella capitale afgana citati dai media internazionali.

Emergency: «Almeno 60 feriti nei nostri ospedali»

L’ospedale di Kabul gestito da Emergency ha dichiarato di aver accolto circa 60 feriti provenienti dai luoghi dei due attentati, mentre sei persone dirette al centro medico sono decedute durante il trasporto. Intanto, dagli altoparlanti della città, i talebani stanno esortando i civili ad allontanarsi dall’aeroporto e a restare chiusi in casa.

Nessun italiano è rimasto coinvolto nell’attentato

«Possiamo confermare che l’esplosione all’Abbey Gate è stata il risultato di un complesso attacco che ha provocato un numero di vittime civili e statunitensi», ha fatto sapere John Kirby, portavoce del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti. Sembrerebbe che sarebbero rimaste ferite nell’esplosione anche diverse guardie talebane appostate lungo il perimetro aeroportuale. La difesa italiana, intanto, fa sapere che nessun cittadino italiano è stato colpito dalla deflagrazione: i militari italiani impegnati nell’operazione Aquila, per l’evacuazione dei cittadini italiani, stanno operando in un’area distante dall’Abbey Gate, luogo dell’attacco kamikaze.

Per Londra è «altamente probabile» che l’attentato sia stato compiuto dall’Isis-K

Anche il Pentagono ha confermato l’esplosione e il presidente Joe Biden si è riunito subito con le alte cariche della difesa statunitense per decidere sul da farsi. Secondo diversi media internazionali, tra cui Fox news e The Times, si tratterebbe di un attacco kamikaze. Secondo fonti della difesa britannica, è «altamente probabile» che l’attentato sia stato compiuto dall’Isis-K, la falange dello Stato Islamico che opera nella provincia afgana del Khorasan. Anche fonti della difesa statunitense attribuiscono la responsabilità all’Isis-K. Alla detonazione, poi, è seguita una violenta sparatoria. L’attentato pare essere avvenuto di fronte all’Abbey Gate, una delle tre porte di accesso allo scalo chiuse in seguito alle minacce di attacchi terroristici che le intelligence di vari Stati hanno segnalato nei giorni scorsi. Davanti all’ingresso sbarrato erano raccolte, al momento dell’esplosione, migliaia di persone in attesa che venissero esaminati i propri documenti.

Gli altri aggiornamenti dall’Afghanistan

Colpi d’arma da fuoco contro un volo italiano

Panico su un aereo C-130 italiano mentre partiva dall’aeroporto di Kabul. Secondo la notizia attribuita a fonti militari e diffusa alle 13.57 dall’agenzia stampa Ansa, il velivolo sarebbe stato preso di mira da spari di arma da fuoco. Al momento non ci sono notizie di danni. Sembra infatti che gli spari non abbiamo raggiunto il veicolo. Fonti dell’intelligence italiana hanno poi chiarito che gli spari in aria sono stati esplosi con l’obiettivo di disperdere la folla che si accalcava verso lo scalo, e non all’indirizzo del volo italiano. All’aeroporto di Kabul la tensione è altissima. Dopo i timori espressi da diversi Paesi tra cui Usa, Regno Unito e Australia, anche l’Italia – a quanto si apprende da fonti in Afghanistan – è in allerta per l’allarme attentati terroristici lanciato nelle ultime ore a Kabul.

Fra le persone a bordo del C-130 italiano coinvolto in questo episodio c’era anche Simona Vasta, giornalista di SkyTg24. Vasta ha spiegato che ci sono stati «attimi di panico». Appena dopo la partenza l’areo è stato raggiunto da «colpi di mitragliatrice pesante». Una raffica che la pilota, racconta Vasta, ha evitato con una serie di manovre diversive: «Ci sono stati attimi di panico soprattutto tra i civili afgani: all’inizio abbiamo pensato a vuoti d’aria poi abbiamo saputo dell’attacco». Oltre a un gruppo di giornalisti italiani, sull’areo erano a bordo anche 98 civili. La capienza del veicolo era stata portata al massimo per cercare di portare via più persone possibili.

Questa versione è stata poi chiarita, almeno in parte, dall’agenzia di stampa Ansa. Secondo altre fonti, questa volte ricondotte all’intelligence, si sarebbero registrati degli spari all’aeroporto di Kabul ma i colpi non sarebbero stati rivolti contro l’aereo italiano. Secondo l’intelligence si trattava di colpi sparati in aria da una mitragliatrice afgana per disperdere la folla che si stava ammassando contro il gate dell’aeroporto.

All’aeroporto di Kabul sono stati chiusi 3 gate

Intanto la via per fuggire dall’Afghanistan si fa sempre più stretta: all’aeroporto di Kabul sono stati chiusi tre gate. La paura è quella che l’Isis possa organizzare un attentato. L’area è sempre più difficile da controllare: da quando è stata annunciata una dead line per la fine delle evacuazioni molti cittadini si sono accalcati attorno perimetro dell’aeroporto per provare a raggiungere un volo. Alcuni Paesi, come il Canada, hanno già cessato le operazioni di evacuazione.

I talebani hanno vietato la musica

Niente musica. Niente cinema. Niente televisione. Il regime dei talebani prima del 2001 impediva ai cittadini afgani tutte queste forme di espressione. Ora sembra che il nuovo governo che si appresta a governare Kabul voglia andare nella stessa direzione. Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha spiegato al New York Times che sotto la sharia non ci può essere nessuna musica: «La musica è proibita nell’Islam ma speriamo di poter persuadere le persone a non fare queste cose, invece di fare pressioni».

Karzai e Abdullah agli arresti domiciliari

Nessun dialogo. O almeno, nessun dialogo nelle forme che erano state promesse. Secondo una fonte della Cnn l’ex presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai e il capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Abdullah Abdullah sarebbero agli arresti domiciliari. I talebani che aevano dichiarato di voler creare un governo inclusivo, avrebbero tolto a entrambi la scorta.

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