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Altra batosta per i No vax in tribunale, il Tar di Trieste boccia il ricorso sull’obbligo dei vaccini ai sanitari: «Non sono sperimentali»

I giudici speciali hanno respinto il ricorso di un infermiere e di un odontoiatra impiegati in un Asl della Regione, ribadendo anche che «i farmaci anti virus sono stati autorizzati»

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia ha respinto il ricorso presentato da un infermiere e di un odontoiatra sospesi dal loro servizio perché non vaccinati contro il Covid 19. La sentenza arriva dopo che i giudici speciali hanno ritenuto legittimi i provvedimenti applicati dall’Azienda sanitaria dove i due professionisti No vax erano impiegati senza essere immunizzati. La decisione respinge la richieste di rimettere alla Consulta la questione di costituzionalità della loro posizione, in contrapposizione con la legge che prevede l’obbligo vaccinale per tutti gli operatori sanitari del Paese. Stando alle due sentenze gemelle emesse dalla Corte, infatti, «È errata l’affermazione secondo cui i vaccini attualmente disponibili si troverebbero ancora in fase di sperimentazione». Secondo il Tar friulano i farmaci anti Covid «sono stati regolarmente autorizzati dalla Commissione, previa raccomandazione dell’Ema».


I precedenti flop

Nei mesi scorsi i giudici hanno respinto diversi ricorsi presentati da operatori contro le sanzioni previste dal decreto Covid di aprile. Il decreto in questione, poi convertito in legge 76/2021 per sanzionare i membri non vaccinati del personale sanitario in Italia. Gli appelli respinti sono riscontrabili in ogni regione del Paese. Chi presenta ricorso cerca di sfruttare il nodo rappresentato dalla presunta violazione dell’articolo 32 della Costituzione, secondo il quale. «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge».


Lo scorso 7 aprile a Firenze, per esempio, il Tar di Firenze ha rinviato al febbraio 2022 la sentenza per decidere se annullare le sanzioni nei confronti di circa mille operatori del comparto toscano a cui sono state applicate sanzioni dall’Asl di appartenenza: rischiano il demansionamento o la sospensione senza paga. Stessa sorte anche in Piemonte, dove è slittata al prossimo 9 febbraio la decisione sulla possibilità di accogliere o meno il ricorso presentato da 600 sanitari No Vax, che avevano rinunciato alla sospensione delle sanzioni lo scorso 28 luglio.

Proprio sul congelamento dallo stipendio, a Terni un giudice del lavoro ha ritenuto «valido e proporzionato» il provvedimento di sospensione dal posto e dalla retribuzione contro una No Vax dipendente di una cooperativa sociale. Lo scorso 2 agosto la donna si è vista respingere dal giudice il ricorso. la sospensione dal posto di impiego e e proporzionata la stipendio. Stessa decisione anche in Lombardia, per casi di ricorsi da Milano e Brescia. Un ultimo caso dalla regione arriva da Pavia, dove il giudice del Tribunale ha confermato e validato la sospensione di dieci operatrici impiegate presso una cooperativa. In Trentino, dove il movimento anti-vaccini è piuttosto numeroso, a ridosso di Ferragosto un giudice del lavoro di Bolzano ha respinto il ricorso di quattro operatori sanitari.

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