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Movimento 3V: come sono andati i No vax alle elezioni comunali

Dal «partito dello zero virgola» al quasi 5% a Trieste e Rimini, dove superano di gran lunga i pentastellati. I risultati a Milano, Napoli e Roma

C’è un Movimento che tra bufale e campagne online sui vaccini ha costruito il proprio consenso elettorale. Parliamo del Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità), nato nel 2019 con l’obiettivo di abolire l’obbligatorietà dei vaccini pediatrici e che durante la pandemia Covid19 ha rafforzato la sua presenza sfruttando il malcontento e la estrema polarizzazione dei dubbiosi del vaccino contro il Coronavirus. Due sono i risultati ritenuti sorprendenti durante le elezioni comunali, con circa 5% di voti ottenuti a Trieste e a Rimini togliendosi di dosso l’etichetta del «partito dello zero virgola».


Elezioni comunali: i voti al Movimento 3V

In entrambe le città il Movimento 3V ha superato in voti il partito di Governo del Movimento 5 Stelle. La possibilità che alcuni votanti del partito di Grillo hanno preferito sostenere la nuova realtà politica, del resto alcuni dei loro attivisti sono migrati verso il simbolo delle 3V in disaccordo con la dirigenza pentastellata favorevole alla vaccinazione dopo anni di campagne ambigue e fuorvianti. Ricordiamo l’intervento di Paola Taverna, simbolo del M5s, che nel 2015 sosteneva un noto cavallo di battaglia No Vax: «C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo, ci sono tante persone che portano avanti questa teoria. Possiamo verificare?».


Basti pensare che il genovese e grillino della prima ora Andrea Tosatto, cantautore di alcune canzoni d’amore per i pentastellati, si è presentato come candidato sindaco dei 3V a Bologna ottenendo l’1,6% dei voti, o all’udinese ed ex M5s Ugo Rossi che come candidato sindaco a Trieste ha ottenuto un 4,46% nonostante l’arresto avvenuto lo scorso 21 settembre.

Uno degli articoli del Movimento 3V dove i vaccini vengono raffigurati come dei fucili puntati contro i bambini. L’articolo titola “Vaccini: la guerra lampo contro i bambini”.

Il primo eletto arriva da Rimini, la roccaforte No Vax, dove grazie a un 4,10% dei voti il candidato sindaco Angelini Matteo è stato eletto Consigliere comunale. Un risultato importante rispetto alla precedente elezione regionale dove il partito aveva ottenuto 808 voti (l’1,28%) arrivando a triplicare i consensi nel 2021 con oltre 2.600 votanti a sostegno della lista. Nel frattempo i 5 stelle si è più che dimezzato, passando da un 5,42% delle regionali (3.752 preferenze) a un 2,45 (1.509), senza ottenere neanche un consigliere comunale.

Una delle grafiche contro le vaccinazioni Covid del Movimento 3V.

No vax: i risultati e gli eletti

Rimini non è una sorpresa, è la conferma di uno scetticismo verso i vaccini che si trascina da anni, passando da una bassa copertura vaccinale pediatrica segnalata (nel 2015 e nel 2019) a un estremismo come quello dimostrato da due donne che volevano impedire le trasfusioni di sangue al padre ultranovantenne da donatori vaccinati contro la Covid. A Rimini ha sede l’associazione Comilva, nota per le sue posizioni contrarie alla vaccinazione.

I manifesti dell’associazione riminese Comilva, oggetto di una denuncia da parte dell’Ordine dei Medici nel 2018.

Nessun eletto nelle grandi città, anche se i numeri dimostrano una crescita dei consensi. Le circa 2.450 preferenze ottenute da Andrea Tosatto non sono bastate per ottenere un seggio a Bologna, nonostante una crescita rispetto alle regionali del 2020 dove il partito ottenne appena 746 voti. Per Teodori Luca, leader del Movimento 3V, non sono bastate le oltre 5 mila preferenze (lo 0,66% circa) per eleggerlo al Comune di Roma. Niente da fare a Milano per il medico Teodosio De Bonis, che nonostante il sostegno di oltre 2.000 cittadini ottiene appena lo 0,45%. Stesso discorso per le circa 1.500 preferenze ottenuti sia a Napoli che a Torino dai rispettivi candidati, Giovanni Moscarella e Paolo Alonge.

Foto: dalla pagina Facebook del candidato M3V Matteo Angelini.

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