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Nervi tesi a Strasburgo, Il premier polacco annulla la conferenza stampa: «Basta minacce, abbiamo combattuto il Terzo Reich» – Il video

Il premier polacco: «Il ricatto è diventato un metodo di fare politica verso alcuni Stati membri, ma non è così che agiscono le democrazie». La presidente della Commissione alla plenaria di Strasburgo «Questa situazione deve essere risolta e lo sarà»

Il premier polacco Mateusz Morawiecki al Parlamento europeo dice no alla «lingua delle minacce e delle imposizioni» dell’Europa sullo stato di diritto. «Non sono d’accordo che dei politici minaccino e terrorizzino la Polonia, dice il primo ministro. Il ricatto è diventato un metodo di fare politica verso alcuni Stati membri, ma non è così che agiscono le democrazie. Noi siamo un Paese fiero. Abbiamo pagato con tante vittime la nostra lotta per la democrazia. Abbiamo salvato Parigi e Berlino dagli attacchi bolscevichi», dice. «Abbiamo lottato contro il Terzo Reich, e combattuto anche quando «Solidarnosc ha dato speranza di rovesciare il sistema totalitaristico russo». «Per noi è una scelta di civiltà l’integrazione europea, noi siamo qui, questo è il nostro posto e non andiamo da nessuna parte, vogliamo che l’Europa ridiventi forte, ambiziosa e coraggiosa», aveva detto il premier nel suo intervento al parlamento europeo a Strasburgo. Al termine del dibattito Morawiecki ha cancellato la programmata conferenza stampa con i giornalisti. «Le competenze dell’Ue hanno dei limiti, non si può più tacere, diciamo no al centralismo europeo», attacca Morawiecki. «Troppo spesso abbiamo a che fare un’Europa dei doppi standard. Non dobbiamo lottare gli uni contro altri. Non dobbiamo cercare colpevoli dove non ci sono. La Polonia è attaccata in modo parziale e ingiustificato. Le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Non è ammissibile che si parli di sanzioni. Respingo la lingua delle minacce e del ricatto».


La posizione dell’Europa

«Siamo preoccupati per la recente sentenza della Corte costituzionale polacca. La Commissione europea sta valutando attentamente questa sentenza e posso però già dirvi oggi che sono fortemente preoccupata perché mette in discussione le basi della Ue e costituisce una sfida diretta all’unità degli ordinamenti giuridici europei». Sono le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen interventuta oggi, 19 ottobre, durante il dibattito al Parlamento europeo sulla crisi dello stato di diritto in Polonia. «Il destino della Polonia è l’Europa», ha dichiarato. Sul rispetto dello stato di diritto in Polonia «non permetteremo che i valori Ue siano messi a rischio. La Commissione europea agirà. Le opzioni sono ben conosciute: le procedure di infrazione, il meccanismo di condizionalità ed altri strumenti finanziari. E l’articolo 7, uno strumento potente su cui dobbiamo tornare», ha tuonato von der Leyen. «Questa situazione deve essere risolta e lo sarà».

In copertina EPA/RONALD WITTEK | Il posto vuoto del premier polacco Mateusz Morawiecki durante una sessione del parlamento europeo a Strasburgo, Francia, 19 ottobre 2021.

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