Indagine sui conti della Juventus, la società si difende: «Abbiamo operato nel rispetto delle leggi»

Il club di serie A ha chiarito: «Collaboriamo con gli inquirenti e con la Consob e confidiamo di chiarire ogni aspetto»

La Juventus prova a difendersi e a mettere in chiaro la sua posizione dopo il polverone sollevato dall’indagine della Procura di Torino sui conti della società bianconera, e per la precisione sui proventi da gestione dei diritti dei calciatori. Nella tarda serata di sabato pubblica una nota in cui fa sapere che «come doveroso, sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto di interesse degli stessi, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato». Nell’inchiesta esplosa negli ultimi due giorni, sono coinvolti anche alcuni esponenti, attuali (Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Stefano Cerrato) e passati.


Tra i reati contestati alla società torinese, false comunicazioni sociali delle società quotate, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, responsabilità dell’ente e reati societari. Anche la Consob – la Commissione nazionale per le società e la borsa – ha aperto un’ispettiva di verifica nei nei confronti del club. In mattinata erano usciti nuovi dettagli sull’indagine grazie all’uso delle intercettazioni. Per la procura di Torino sarebbe Fabio Paratici, ex Chief football officer della Juventus, «l’artefice della pianificazione preventiva delle plusvalenze», ma i vertici della società – e «in primis» il presidente Andrea Agnelli – erano «ben consapevoli» della sua condotta.


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