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I dipendenti Apple restano in smart working: rientro a data da destinarsi e bonus da 1.000 euro per tutti

Nell’ultima settimana tre Apple Store sono stati chiusi a causa di altrettanti focolai di Covid

Rientro rimandato a data da destinarsi. Con una mail il Ceo di Apple Tim Cook ha avvisato i dipendenti che al momento non è previsto in ritorno in ufficio. I rischi legati ai contagi da Coronavirus sono ancora troppi, soprattutto ora che la variante Omicron ha cominciato a diffondersi negli Stati Uniti. A rimanere ancora al lavoro sono invece gli addetti dei punti vendita, anche se nell’ultima settimana tre Apple Store sono stati chiusi a causa di altrettanti focolai. Il numero di nuovi casi nel Paese ha superato quota 150 mila, su una popolazione totale di 329,5 milioni di abitanti. I negozi in cui si è diffuso il virus si trovavano a Miami, Annapolis e Ottawa, rispettivamente in Florida, Maryland e Canada. Tim Cook ha annunciato anche che a tutti i dipendenti sarà versato un bonus da 1.000 dollari. Una cifra che dovrebbe servire per le necessità nate dallo smart working.


Mentre Apple punta agli uffici chiusi, Google ha scelto un’altra strategia per difendere i suoi dipendenti dal virus. Secondo una nota pubblicata dalla CNBC, i dipendenti che non vogliono vaccinarsi potrebbero essere licenziati. L’azienda avrebbe già fornito due scadenze. La prima era quella del 3 dicembre: entro questa data tutti i dipendenti avrebbero dovuto dichiarare il loro status vaccinale e inviare tutta la documentazione agli uffici centrali. Chi è ancora sprovvisto di vaccino può recuperare almeno una dose entro il 18 gennaio. Da questo momento per i non vaccinati comincerà prima un congedo retribuito di 30 giorni e poi uno non retribuito di 6 mesi. Alla scadenza di questi termini arriverà il licenziamento.


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