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Il piano di Cingolani per l’energia: nuove trivellazioni in Basilicata e nel mare Adriatico

Rincari in arrivo per quasi mille euro a famiglia. Il ministro pensa di raddoppiare la produzione di gas per contenerli. Ma dovrà fare i conti con il M5s. Il bonus per le famiglie in difficoltà e le rateizzazioni di Arera

Ogni famiglia spenderà quasi mille euro in più per pagare le bollette di elettricità e gas nel 2022. Nonostante l’intervento del governo che ha stanziato 3,8 miliardi di euro per calmierare i rincari. In un anno la spesa per luce e gas per una famiglia tipo arriverà a 2.383 euro. E sarà in crescita di 944 euro rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente. Un balzo determinato dal boom dei prezzi delle materie prime energetiche e della CO2. Come ha spiegato l’autorità per l’energia Arera, per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo sarà di circa 823 euro. Con una crescita del +68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente a un incremento di circa 334 euro all’anno. Nello stesso periodo, la spesa per la bolletta gas sarà di circa 1.560 euro, con una variazione del +64% rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente. Un incremento di circa 610 euro all’anno.


L’idea del ministro

Per questo, spiega oggi La Stampa, il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha un piano. Che prevede la ripresa delle trivellazioni in Basilicata e nel Mar Adriatico. Per estrarre più gas. Il quotidiano spiega che sul tavolo del presidente del Consiglio Mario Draghi ci sono tre opzioni. Ovvero quella di continuare a fare pressione per gli acquisti condivisi in Europa per spuntare un prezzo minore. Oppure chiedere a Washington di sbloccare l’avvio del gasdotto NorthStream 2. Infine, aumentare la produzione interna di idrocarburi. Secondo le stime di Cingolani gli aumenti delle tariffe non sono finiti e spingeranno la spesa di famiglie e imprese per l’energia fino a 15 miliardi. «Questi numeri ci dicono che i problemi non si risolvono invocando solo più solare od eolico. Ora tutto sta nel capire se l’aumento del prezzo del gas si fermerà o meno, ma il problema si può risolvere solo a livello europeo», avrebbe detto ieri il ministro a un collega di governo.


Ma il problema è che Draghi sul dossier finora ha ottenuto ben poco. Anche perché la strategia degli acquisti condivisi suggerita da SuperMario comporterebbe la necessità di rinunciare ai privilegi da parte di alcuni paesi. D’altro canto la capacità di produzione di alcuni paesi come la Francia è espandibile facilmente grazie al nucleare. Una tesi propugnata dallo stesso Cingolani. Il quale però ha anche fatto notare che il ritorno all’estrazione del gas risolverebbe almeno in parte il problema dell’approvvigionamento. Oggi l’Italia dipende dal gas russo e ucraino, mentre le forniture dipendono da Libia e Algeria. E questo non è un bene. Per questo il ministro vorrebbe aumentare la produzione annuale dagli attuali quattro miliardi di metri cubi di gas ad almeno otto. Per farlo, però, occorre trivellare nei giacimenti della Basilicata e dell’Adriatico. Una soluzione che non piace al MoVimento 5 Stelle, che all’epoca del governo con la Lega aveva ottenuto lo stop.

Il bonus per le famiglie in difficoltà

Intanto ieri Arera ha spiegato anche che l’incremento sarebbe stato maggiore senza l’annullamento transitorio degli oneri generali del sistema: «I nuovi straordinari record al rialzo dei prezzi dei prodotti energetici all’ingrosso (quasi raddoppiati nei mercati spot del gas naturale e dell’energia elettrica nel periodo settembre-dicembre 2021) e dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato a un aumento del 65% della bolletta dell’elettricità e del 59,2% di quella del gas». Il governo ha anche potenziato il bonus sociale alle famiglie in difficoltà, in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022.

In più, per 2,5 milioni di nuclei familiari aventi diritto, in base all’Isee, ai bonus sociali per l’elettricità e per 1,4 milioni che fruiscono del bonus gas, gli incrementi tariffari sono stati sostanzialmente compensati. Gli importi definiti per il prossimo trimestre, grazie alle risorse messe a disposizione dalla legge Bilancio, consentono, alle famiglie in condizioni di difficoltà di proteggersi dall’incremento. L’Autorità ha potenziato i bonus che, per il solo primo trimestre 2022, sosterranno le famiglie in difficoltà con circa 600 euro: 200 euro per l’elettricità (per una famiglia con 3-4 componenti) e 400 euro per il gas (per una famiglia fino a 4 componenti, con riscaldamento a gas in zona climatica D).

La rateizzazione

La legge di bilancio ha anche previsto la possibilità di rateizzare gli importi delle bollette. Arera ha definito, per i clienti domestici che dovessero trovarsi in condizioni di morosità, le modalità per le bollette emesse da gennaio ad aprile 2022 e per un periodo massimo di 10 mesi e senza interessi. Per il sistema di rateizzazione è previsto un fondo di 1 miliardo di euro, con un meccanismo di anticipo alla filiera elettrica da attuarsi con la Csea, la Cassa per i servizi energetici e ambientali.

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