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Covid, anche Palù (Aifa) vuole archiviare il bollettino quotidiano: «Rendiamolo settimanale»

Il presidente dell’Aifa e membro del Cts: «Sì al modello inglese sui tamponi a casa, riduce le code e la preoccupazione dal punto di vista sociale»

Anche Giorgio Palù, presidente dell’Aifa e membro del Cts, si dice favorevole ad archiviare il bollettino giornaliero sui contagi da Covid. I dati, dice, dovrebbero essere diffusi con «una comunicazione settimanale, o più istituzionale, o forse più diluita». In precedenza, anche Donato Greco del Cts aveva detto di appoggiare l’idea di un bollettino settimanale. Palù, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, ha poi commentato la richiesta avanzata oggi dalla regione Lombardia di togliere dal conteggio dei ricoverati le persone ospedalizzate per altre patologie e successivamente risultate positive al virus. «Può diventare un artifizio numerico: è ora di cominciare a palare della differenza tra infezione e malattia, perché ci sono vari gradi di malattia», ha detto, dato che «essere positivi non vuol dire essere malati, e fornire tale distinzione è importante». Palù si è quindi detto favorevole all’introduzione anche in Italia del modello britannico dei cosiddetti “tamponi a casa”, che prevede l’esecuzione del test a domicilio e il successivo caricamento online sul fascicolo sanitario elettronico del cittadino. Secondo il presidente dell’Aifa, questa modalità di screening «semplificherebbe molte di quelle code che vediamo nelle farmacie e nei punti vaccinali». Un elemento, quello delle lunghe code e attese per un tampone che, secondo Palù, contribuisce «a generare molta preoccupazione dal punto di vista sociale».


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