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Vertice tra Letta, Conte e Speranza: «Nessuno può eleggere il presidente da solo». Probabile scheda bianca al primo voto

«Nella riunione di domani mattina sarà concordato il comportamento per la prima votazione», dice la nota di Pd, M5S e Leu

Dopo la rinuncia di Silvio Berlusconi al Colle, stamane si è tenuto il vertice, durato due ore, del centrosinistra alla Camera. In agenda: l’elezione del successore di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, con l’apertura del voto per il Quirinale domani alle 15 a Montecitorio con il parlamento in seduta comune. «Nell’incontro delle delegazioni M5s, Pd e Leu», si legge nella nota congiunta al termine del vertice, «si è preso atto con soddisfazione del venir meno della candidatura più rappresentativa dell’intero centrodestra. Quanto avvenuto conferma che in questo Parlamento nessuno da solo elegge il Presidente della Repubblica», dicono Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza con i capigruppo. «Come abbiamo sempre sostenuto, servono candidati di alto profilo, largamente condivisi e che siano in grado di rappresentare non una parte ma tutti gli italiani, a maggior ragione in questo particolare e difficile momento per il Paese».


Bianca o candidato di bandiera?

Il vertice ha avuto luogo nella sala Berlinguer della Camera, dove si sono riuniti il presidente del M5s Conte con i capigruppo Mariolina Castellone e Davide Crippa, il segretario del Pd Letta con le capogruppo Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, e il leader di Leu – e ministro della Salute – Speranza con i capigruppo Federico Fornaro e Loredana De Petris. «Nelle prossime ore promuoveremo i confronti necessari per arrivare ad un tavolo con tutti i gruppi parlamentari al fine di individuare il nome condiviso. Si è deciso che le delegazioni congiunte di M5s, Pd e LeU siano convocate in via permanente», conclude la nota. «Nella riunione di domani mattina sarà concordato il comportamento per la prima votazione». «Sono ottimista e lo sono ancor di più quando lavoro nell’interesse del Paese», dice Conte alla fine dell’incontro. «Non abbiamo parlato di nomi», risponde a chi tra i cronisti chiede conto dell’ipotesi Pier Ferdinando Casini. «Neanche con Matteo Salvini», assicura. Per l’ex premier serve «un candidato di alto profilo, che goda di una larga condivisione a maggioranza, che possa rappresentare rutti gli italiani e l’unità nazionale e non sia espressione di una specifica coloritura politica».


L’appuntamento è quindi per un nuovo incontro domani mattina. Lì si deciderà il comportamento per la prima votazione” per il presidente della Repubblica, spiegano i capigruppo di Leu al termine del vertice con Pd e M5s. Fonti del centrosinistra ipotizzano che al primo voto si opterà probabilmente per la scheda bianca. «È stata una riunione molto positiva, il lavoro è in progress. Ci siamo convocati domattina. Ora si tratta di lavorare per ampliare il confronto», dice la capogruppo di Leu al Senato, Loredana De Petris. «Auspichiamo un nome condiviso», aggiunge il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro. «La scelta compiuta ieri dal centrodestra conferma che nessuno dei due schieramenti è in grado di eleggere da solo il presidente. Non ci sono candidati di bandiera domani decideremo come comportarci», aggiunge commentando la voce che era circolata, che vedeva l’ipotesi di Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio, come candidato di bandiera del centrosinistra. «Riccardi è una figura adatta fare il presidente della Repubblica». Quella di Andrea Riccardi «è una candidatura che ha le caratteristiche che abbiamo detto», ha ribadito dal M5s Giuseppe Conte.

In copertina ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte mentre esce di casa per andare al vertice con Letta e Speranza alla Camera, Roma, 23 gennaio 2022.

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