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Quirinale, M5s nel caos: Conte apre al centrodestra, Grillo e Di Maio a Draghi

Stasera l’ex premier farà il punto coi suoi nell’assemblea dei grandi elettori. Una fonte intanto conferma a Open la disponibilità ad appoggiare un’eventuale candidatura di Casellati

Dopo il ritiro ufficiale di Silvio Berlusconi alla corsa al Quirinale, entra ancora più nel vivo la partita sul prossimo presidente della Repubblica. Da questo momento il M5s è disposto a «un confronto serio» per offrire al Paese «una figura di alto profilo, autorevole e ampiamente condivisa», ha detto ieri sera l’ex premier e presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. La candidatura di Berlusconi era «irricevibile», ha aggiunto senza mezzi termini. Archiviato dunque il nome del leader di Forza Italia, che di fatto impediva ogni possibile trattativa del centrodestra con le altre forze politiche, Conte non esclude nulla, anche se nel Movimento regna ancora il caos. Stasera si terrà l’assemblea dei grandi elettori grillini: in questa occasione l’ex premier darà conto ai parlamentari delle trattative in corso fornendo poi un’indicazione di voto per domani, 24 gennaio, quando – alle ore 15cominceranno le prime votazioni per il Quirinale.


Draghi, Mattarella o una donna

Il Movimento 5 Stelle, al momento, non è compatto. Da una parte ci sono i parlamentari che sostengono la leadership di Conte, dall’altra quelli che non tradirebbero mai la linea di Di Maio. Il ministro degli Esteri, in questo periodo, è stato silente, non si è espresso sul Quirinale. Chi lo conosce bene inizia a sostenere che starebbe preparando la volata di Draghi, sperando che l’attuale premier si trasferisca da Palazzo Chigi al Quirinale. Non si è espresso nemmeno nell’ultima assemblea dei grillini dove tutti gli intervenuti hanno, in sostanza, dato mandato pieno a Conte. E gli altri? Gli assenti o quelli che non hanno preso parola? Ed è qui che nascono alcuni dubbi e sospetti. C’è chi vorrebbe una donna al Colle (ma nessun nome è sul tavolo, almeno per i grillini), chi invece un Mattarella-bis che però ha già lasciato intendere di non volersi affatto ri-candidare.


E Draghi? All’interno del M5s, così come nel centrodestra (eccetto Fratelli d’Italia che vuole andare subito al voto e che non ha mai appoggiato questo governo, essendo l’unico partito all’opposizione), in tanti vorrebbero continuare a vedere il premier a Palazzo Chigi, non al Quirinale. Il Garante del movimento, Beppe Grillo, però, ha fatto sapere di non essere contrario all’ipotesi Draghi al Colle. E Conte non ha sbarrato del tutto le porte all’attuale premier: il suo no è in parte legato a una crisi al buio. Se Draghi andasse al Colle, Forza Italia potrebbe uscire dalla maggioranza, costringendo gli alleati a fare lo stesso, anche alla luce del dietrofront fatto ieri da Berlusconi che è stato applaudito da tutti.

L’ipotesi Casellati

Il M5s sa che potrebbe essere costretto a scendere a patti con il centrodestra e puntare su un nome proposto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il centrodestra questa partita non vuole perderla, soprattutto adesso che non c’è più la presenza “ingombrante” di Berlusconi. Oggi, 23 gennaio, i leader di coalizione, dovrebbero avere un nuovo confronto: un nome forte è quello della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che potrebbe piacere anche ai grillini. Alcune fonti del Movimento 5 Stelle confermano a Open che Casellati «ha avuto e ha i nostri voti, quindi questa potrebbe essere una soluzione di allineamento dei pianeti, ma è una delle soluzioni». Il Movimento, in realtà, non esclude nemmeno Pera ma da qui alla quarta votazione potrebbe succedere davvero di tutto. E, alla fine, potrebbe prevalere un nome “sconosciuto” che finora non è mai stato citato e che, dunque, non è stato “bruciato”. La partita, dunque, è più che aperta. Adesso toccherà al centrodestra – Meloni e Salvini in primis – insieme a Pd e M5s fare un punto e trovare un nome condiviso, che non spacchi il Paese.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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