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La caporedattrice del media russo RT sfrutta i troll italiani per la propaganda pro Putin

I troll italiani avevano lanciato un’iniziativa bufala per sostenere le spese militari dell’esercito di Vladimir Putin. Margherita Simonyan l’ha rilanciata spacciandola per vera

Margherita Simonyan, caporedattrice del media statale russo RT e dell’agenzia MIA Rossiya Segodnya, è una nota giornalista sostenitrice della propaganda di Vladimir Putin e dell’invasione in Ucraina. Margherita ritiene che l’attuale attacco a uno Stato democratico sia in realtà una “liberazione del Paese” negando l’opera dell’esercito russo contro i civili: «Nessuno sta bombardando le città pacifiche dell’Ucraina» aveva detto durante un suo intervento nel programma Our Own Truth di NTV. Sulla scia di Tass, che il 22 marzo sfruttava la vicenda Orsini a sostegno della propaganda russa, la caporedattrice di RT ha deciso di rilanciare un’iniziativa bufala dei troll italiani, spacciandola per vera.


«Gli italiani hanno lanciato un’insolita iniziativa a sostegno della Russia», commenta la giornalista della propaganda russa. In cosa consiste? I troll italiani invitavano gli utenti a consumare più gas possibile al fine di finanziare Vladimir Putin per l’acquisto dei carri armati dell’esercito russo, pubblicando come esempio le foto dei loro fornelli accesi. Nello screenshot condiviso dalla giornalista russa è presente uno scatto che riporta la lettera «Z» simbolo dell’invasione.


Diversi media italiani avevano condiviso la “notizia” dell’iniziativa e dell’hashtag #UnCarroArmatoPerPutin. TGCom24 titolava «I “putiniani” italiani accendono i fornelli per sostenere, con la bolletta del gas, l’armata russa», mentre Il Mattino parlava di «folle campagna Twitter dei sostenitori della guerra». Era tutto uno scherzo, orchestrato dai cosiddetti “mattonisti”, un gruppo di troll organizzato che utilizza un tipo di comunicazione che ricorda quello degli utenti di 4Chan e dei sostenitori dell’alt-right americana.

Il risultato dell’iniziativa poteva risultare positivo in due casi: o venivano presi sul serio dagli utenti, facendo consumare il gas che poteva tranquillamente provenire da altre regioni del mondo (non tutto il gas proviene dalla Russia), o venivano presi sul serio dai media. In questo caso, in Italia diverse testate avevano coperto l’inutile iniziativa spacciandola per vera, ma con il tweet di Margherita Simonyan potrebbero festeggiare un nuovo traguardo: sono entrati nella propaganda russa.

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