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I media ucraini: «La Russia ha un piano per invadere la Moldavia e prendere la Transnistria»

Fonti dell’intelligence di Kiev: pronto il trasferimento di truppe su aerei ed elicotteri dalla Crimea. Il cyberattacco ai siti istituzionali di ieri

Secondo quanto riportano alcuni media ucraini la Russia avrebbe pronto un piano d’attacco nei confronti della Moldavia che ripeterebbe lo schema del Donbass. Le fonti dell’intelligence ucraina citate da Suspiline e altri media ucraini sostengono che ci siano una serie di indicatori che fanno pensare un attacco nei confronti dello stato che ospita la regione della Transnistria e conta solo 3.250 soldati nel suo esercito. E alcune attività sarebbero già osservato nell’aeroporto di Tiraspol, capitale della non riconosciuta repubblica della Transnistria. Secondo quanto raccontano i media i russi potrebbero tentare di trasferire le truppe su aerei ed elicotteri in decollo dalla Crimea occupata.


Tiraspol e Chisinau

Nello stesso tempo, nella capitale moldava Chisinau verrebbero organizzate proteste e rivolte. Queste informazioni – secondo l’agenzia Ukrinform – non sarebbero però in linea con le valutazioni dell’intelligence occidentale, secondo cui la Russia non ha capacità sufficienti per completare in sicurezza questa rotta senza rischiare che i suoi velivoli vengano abbattuti dalla difesa aerea ucraina nella regione di Odessa. Intanto ieri pomeriggio i servizi di sicurezza moldavi hanno denunciato un cyber-attacco ai siti istituzionali, cominciato alle 14. «Al momento, le autorità responsabili stanno provvedendo i mezzi necessari per respingere gli attacchi all’infrastruttura del governo e per minimizzarne l’impatto», hanno reso noto i servizi moldavi, assicurando che gli attacchi informatici non hanno prodotto conseguenze dirette sul funzionamento dei mezzi o dei sistemi di informazione dell’Esecutivo.


Il media Hromadske racconta anche che nei giorni scorsi è stato stampata la copia di un quotidiano che riporta un appello del popolo della Transnistria a Vladimir Putin affinché la Russia intervenga in Moldavia. Il 25 aprile scorso alcune esplosioni si sono verificate vicino al ministero della Sicurezza: «Stando alle informazioni preliminari – ha dichiarato il ministero in una nota citata da Interfax – sono stati sparati colpi con un lanciagranate portatile anticarro. Non risultano vittime». Due giorni dopo il primo canale della Transnistria ha trasmesso le immagini dell’attacco, mentre il giorno dopo il media d’opposizione bielorusso Nexta ha pubblicato una lettera che avverte gli abitanti della regione di tenersi pronti per un’eventuale chiamata alle armi.

La Transnistria e l’Ucraina

Nei giorni scorsi Dmitrij Suslov, direttore del Centro Studi Internazionali di Mosca, ha spiegato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera che sulla Transnistria e la Moldova Putin non ha semplicemente ancora deciso cosa fare. Ma l’obiettivo di proseguire l’avanzata a sud arrivando a Odessa e Mikolaev per stabilire poi una connessione territoriale diretta con la Transnistria è una delle opzioni sul tavolo. Anche se al Cremlino c’è una corrente di pensiero che osserva che l’obiettivo Transnistria richiederebbe molte più risorse, prolungherebbe la guerra e renderebbe più difficile un accordo con l’Ucraina e l’Occidente.

Un allarme per la sicurezza della Moldavia era stato lanciato nei giorni scorsi anche dal presidente Zelensky. La Transnistria attualmente è una piccola regione che ha proclamato la sua indipendenza ma non riconosciuta dall’Onu. È governata da un’amministrazione autonoma con sede a Tiraspol. Ha una superficie di circa 4.160 km quadrati, ovvero il 12% del territorio dell’intera Moldavia. Ci vive circa mezzo milione di persone, 130 mila delle quali nella capitale Tiraspol. Secondo stime non verificabili ci sarebbero tra i 1.500 e i 2.000 soldati russi nella regione, mentre la cittadina è a 100 chilometri da Odessa. Il regime obbedisce già a Putin.

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