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Ucraina, l’Oms: «A Mariupol rischio di epidemia di colera» – Il live blog

Le notizie più importanti, mappe e approfondimenti a cura della redazione di Open

Nell’83esimo giorno della guerra in Ucraina il comando delle forze armate ucraine ha dichiarato conclusa l’evacuazione dell’acciaieria Azovstal a Mariupol, mentre i feriti e i soldati che si sono consegnati sono stati portati in territorio russo. Il governo di Kiev ha dichiarato che torneranno in Ucraina tramite uno scambio di prigionieri con i russi, che però non hanno confermato la circostanza. Intanto le truppe di Kiev hanno respinto attacchi a Kharkhiv, seconda città più grande dell’Ucraina. Nove civili sono stati uccisi dagli attacchi russi nella regione di Donetsk secondo il governatore ucraino. Putin ha invece affermato che la Russia non percepisce come minacciosa l’entrata di Svezia e Finlandia nella Nato mentre l’Unione Europea non ha ancora trovato un accordo con l’Ungheria sull’embargo al petrolio di Mosca.


21.43 – Volodin (Duma) contro lo scambio di prigionieri

«I criminali nazisti non dovrebbero essere scambiati, ma processati. Si tratta di criminali di guerra, dovremmo fare di tutto per garantire che vengano processati». Lo ha detto il presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin nel corso della sessione plenaria parlando della proposta di Kiev di scambiare i combattenti feriti, evacuati ieri sera dall’acciaieria Azovstal di Mariupol, con i soldati russi prigionieri in Ucraina.


19.18 – L’Oms su Mariupol: «A Mariupol le acque reflue si mescolano con quelle potabili»

Dorti Nitsan, direttrice regionale per le emergenze dell’Oms, ha lanciato un allarme su Mariupol: «Riceviamo informazioni da organizzazioni non governative che a Mariupol le acque reflue sono mescolate con l’acqua potabile. Questo minaccia la diffusione di molte malattie, in particolare il colera. Ci stiamo preparando per questo con una campagna di vaccinazione, lavorando con le Ong che possano andare lì a sostenere le persone». La notizia è stata diffusa dall’agenzia stampa ucraina Unian.

15.50 – Gentiloni: «La guerra non giustifica lo stesso livello di aiuti del Covid»

Il Commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni ha spiegato che al momento non è possibile garantire lo stesso livello di aiuti che l’Unione europea messo a punto per la crisi economica innescata dal Coronavirus: «Non è la stessa crisi e non può giustificare lo stesso livello di sostegno da parte delle politiche fiscali. Abbiamo bisogno di un sostegno più mirato, e non lo dico perché sono preoccupato per la sostenibilità del debito pubblico». Queste dichiarazioni sono state rilasciate al Bruxelles Economic Forum.

15.00 – La Corte penale internazionale invia 42 investigatori

La Corte Penale Internazionale ha mandato 42 investigatori in Ucraina per verificare se nel Paese siano stati commessi dei crimini di guerra. L’annuncio è stato diffuso da Karim Khan, procuratore della Corte penale internazionale: «Confermo che oggi il mio ufficio ha inviato in Ucraina una squadra di 42 investigatori, esperti forensi e altro personale di supporto. Si tratta della più grande missione in termini numerici mai dispiegata sul campo in una sola volta».

14.30 – Putin: «L’Occidente copre i suoi errori e dà la colpa alla Russia»

«L’Occidente collettivo, come lo chiamo io, ha ignorato le preoccupazioni legittime in ambito di sicurezza e hanno promosso e sostenuto negli anni elementi neofascisti e nazisti nella leadership di Kiev», ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin alle imprese petrolifere russe. A suo avviso «l’Occidente sta cercando di coprire i suoi errori sistematici» e dà la colpa alla Russia per l’inflazione energetica. «Le sanzioni hanno portato al fatto che il prezzo del petrolio sui mercati aumenta moltissimo e – ha aggiunto il capo del Cremlino – i prezzi dei prodotti petroliferi crescono ad un ritmo vertiginoso». Infine, ha commentato dicendo che l’Occidente sta andando verso un «suicidio energetico» e che «nel lungo termine ne subirà le conseguenze, creando un danno all’economia europea»

13.00 – Mosca: «Negoziati fermi per colpa di Kiev»

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha annunciato che i colloqui tra Kiev e Mosca sono fermi e la responsabilità, secondo Mosca, sarebbe esclusivamente dell’Ucraina. A riferirlo è l’agenzia di stampa Interfax. «Kiev si è praticamente ritirata dal processo negoziale. Per questo i negoziati non proseguono», ha detto il ministro russo.

12.30 – Ue: «Procedura d’infrazione per il pagamento di gas in rubli»

In merito al pagamento del gas in rubli, il portavoce della Commissione europea Eric Mamer ha dichiarato che «va oltre le indicazioni date agli Stati membri». «Quello che stiamo dicendo – ha spiegato – è che le compagnie devono pagare le consegne nella valuta prevista dal contratto, ogni cosa che va oltre viola le sanzioni. Quindi, se hai un contratto con Gazprom per un pagamento in euro, ricevi una fattura in rubli e paghi in rubli non stai rispettando il contratto». A dover far rispettare le sanzioni, che hanno obbligo legale, alle società sono i paesi membri dell’Ue. In caso di violazione, la Commissione può aprire una procedura d’infrazione, il procedimento che sanziona gli stati che non rispettano le norme comunitarie. Durante il briefing quotidiano il portavoce ha anche auspicato che l’accordo sul sesto pacchetto di sanzioni avvenga il prima possibile.

11.30 – L’Ue verso lo stop all’energia russa in sei mesi

Il segretario al Tesoro Janet Yellen al Brussels Economic Forum ha lodato l’Europa per la decisione di fermare tutte le forniture energetiche dalla Russia entro sei mesi. «La Russia sta usando l’energia come arma contro coloro che si oppongono alla sua aggressione», ha detto Yellen. Poi ha aggiunto che gli Stati Uniti aiuteranno l’Ue sul fronte energetico e ciò include anche «l’aumento dell’export di Gnl in Europa». Yellen ha invitato tutti i suoi partner a unirsi al sostegno finanziario in Ucraina. Una volta terminato il conflitto «l’Ucraina avrà bisogno di un sostegno massiccio e di investimenti privati per la ricostruzione e il recupero», ha concluso il segretario al Tesoro.

11.00 – Il Cremlino ribadisce: «Bucha è una messa in scena»

I crimini di Bucha sono stati nuovamente definiti una «messa in scena». A dirlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo il quale è in corso una guerra «inondata da bugie, falsità e palcoscenici». Ha richiesto che venga effettuata un’indagine indipendente sulla strage di Bucha.

5.30 – Kiev riacquista l’accesso all’acqua

Tutte le comunità della regione di Kiev hanno riacquistato l’accesso all’acqua. Lo rendono noto le autorità locali, citate dal Kyiv Independent. Solo alcune case a Hostomel sono senza acqua a causa della mancanza di elettricità, spiega il capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Pavliuk.

4.30 – Unicef: 600 mila bambini in pericolo

Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), fino a 600 mila bambini in più in tutto il mondo potrebbero essere lasciati senza accesso a cure salvavita per la malnutrizione acuta grave a causa dell’aumento dei costi delle materie prime, in parte dovuto all’aumento dei prezzi del carburante e alla guerra in Ucraina. In un comunicato stampa l’Unicef afferma che il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso potrebbe aumentare fino al 16% nei prossimi sei mesi a causa del costo più elevato delle materie prime. L’alimento terapeutico pronto all’uso, noto come Rutf, è una pasta densa energetica a base di arachidi, zucchero, olio e latte in polvere. Russia e Ucraina sono produttori ed esportatori agricoli chiave, ma la guerra sta bloccando le linee di approvvigionamento.

«Anche prima che la guerra in Ucraina mettesse a dura prova la sicurezza alimentare in tutto il mondo, i conflitti, gli shock climatici e il Covid-19 stavano già devastando la capacità delle famiglie di nutrire i propri figli – afferma il direttore esecutivo dell’Unicef, Catherine Russell -. Il mondo sta rapidamente diventando un deposito virtuale di morti infantili prevenibili e di bambini che soffrono di deperimento». L’Unicef stima che almeno 10 milioni di bambini colpiti da grave deperimento non abbiano accesso al Rutf.

3.00 – Bombe russe su una base militare ucraina al confine con la Polonia

Una base militare ucraina a circa 15 chilometri dal confine con la Polonia è stata presa di mira nelle prime ore di oggi da un attacco missilistico russo. Maksym Kozytsky, capo dell’amministrazione militare regionale di Leopoli ha scritto che è la terza volta che la base di Yavoriv viene presa di mira dall’inizio della guerra. Nel primo attacco del 13 marzo sono state uccise più di 30 persone. Una fonte della Cnn ha riferito di aver visto le difese aeree illuminarsi in direzione della struttura militare di Yavoriv, a una quarantina di chilometri di distanza dalla città da cui erano state sentite esplosioni. Anche diversi siti di Leopoli sono stati colpiti da attacchi missilistici russi dall’inizio dell’invasione, tra cui un impianto di parti di aeromobili, un deposito di carburante e diverse sottostazioni elettriche.

1.30 – Kiev rivendica le vittorie

L’esercito ucraino rivendica successi militari contro gli invasori: come riferisce the Kyiv Independent, il gruppo tattico operativo “Est” dell’Ucraina ha riferito di aver “sconfitto 178 soldati russi, cinque carri armati, sette veicoli da combattimento di fanteria, due veicoli corazzati per il trasporto di personale e due veicoli corazzati da combattimento”. Inoltre annuncia di aver distrutto anche tre sistemi russi a lancio multiplo di razzi, otto sistemi di artiglieria e anticarro e un Uav.

00.30 – Esplosioni a Leopoli

Alcune esplosioni sono state udite a Leopoli nelle prime ore di oggi. Lo ha fatto sapere il sindaco della città ucraina occidentale Andriy Sadovy, citato dal Kyiv Independent. I corrispondenti della Cnn parlano da parte loro di una serie di esplosioni udite nel centro, nel nord e nel nordovest di Leopoli intorno alle 00:45 ora locale, poco dopo che le sirene dei raid aerei avevano risuonato in città. Esplosioni sono state sentite anche da un testimone – citato dal canale americano – che vive a circa 30 chilometri di distanza da Leopoli, città a circa 70 km dal confine con la Polonia. Esplosioni anche a Novoyavorivsk, nella regione di Leopoli. Ad annunciarlo su Facebook, riferisce Ukrinform, il sindaco Volodymyr Matseliukh: «I residenti della città e dei villaggi della comunità di Novoyavorivsk stanno sentendo esplosioni di nuovo nel nostro territorio. Ora non posso dire esattamente dove si trovassero, ma le esplosioni si sentono», ha detto Matseliukh che ha esortato i residenti a non lasciare i rifugi e ad attendere informazioni ufficiali.

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