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No! Non esiste un editoriale di Massimo Giannini dal titolo «Azovstal, il battaglione Azov non s’è arreso, ma ha obbligato i russi a prenderlo»

Circola un falso screenshot, creato con un programma di fotoritocco, che viene utilizzato per diffamare il direttore de La Stampa

«Azovstal, il battaglione Azov non s’è arreso, ma ha obbligato i russi a prenderlo» recita il titolo presente in uno screenshot diventato virale e attribuito a un presunto editoriale di Massimo Giannini, direttore de La Stampa. L’immagine è stata condivisa via Twitter, largamente su Facebook, ma gli utenti non si sono resi conto degli errori presenti e che smentiscono da soli la bufala.

Per chi ha fretta

  • Lo screenshot circola solo sui social, ma non si trova riscontro neanche del contenuto nei siti e aggregatori di notizie.
  • L’immagine presenta degli errori di impaginazione che non rispettano le caratteristiche tecniche e responsive del sito de La Stampa.
  • Lo stesso Giannini ha etichettato lo screenshot come fake.

Analisi

Il 20 maggio 2022 l’utente Giorgio Papallo (@giope) pubblica il seguente tweet:

E qui siamo oltre… @MassimGiannini raggiunge vette mai toccate prima di leccaculismo. Qui siamo alla sublimazione della propaganda. #Azov #resa #AzovstaI #nazisti

Il fake è stato poi largamente condiviso anche via Facebook (un esempio qui, qui e qui).

Tramite i vari screenshot pubblicati dagli utenti Facebook troviamo quello del post attribuito al filorusso Giorgio Bianchi (citato anche qui):

Il post pare essere stato rimosso, ma troviamo un riscontro su Sfero.io:

Una prima verifica

La prima cosa da fare è quella di cercare una condivisione o un riscontro tramite una ricerca Google. Inserendo nel motore di ricerca il titolo «Azovstal, il battaglione Azov non s’è arreso, ma ha obbligato i russi a prenderlo» non si trova alcun riscontro, tranne un commento presente in un sito e segnalato dal motore di ricerca.

Se cerchiamo il titolo dell’editoriale odierno il riscontro c’è, grazie ai vari siti e aggregatori che lo hanno ripreso:

Le anomalie visibili

Partiamo proprio dallo screenshot che, di fatto, presenta delle anomalie molto visibili (abbiamo posto la X rossa per evitare che venisse utilizzata nuovamente). Lo confrontiamo con quello dell’editoriale odierno dal titolo «L’occidente prigioniero e il trono di re dollaro». Come è facile da comprendere dal fake, si tratta della visualizzazione mobile della homepage de La Stampa.

Primo problema: la scritta «L’editoriale del direttore» è incompleta nel fake, lasciando esclusivamente L’editoriale. Tecnicamente, il sito de La Stampa sovrappone la foto del direttore nel caso la schermata fosse troppo piccola come la seguente (375×667).

C’è un altro grosso errore nel fake: il testo (al di là del font diverso) non è correttamente allineato, lo si nota nella parola «prenderlo» che è andando accapo si trova troppo staccato verso destra. Anche l’interlinea non risulta corretta.

La smentita

L’immagine è stata poi condivisa dal saggista Vladimiro Giacché, citato nel tweet dello stesso Massimo Giannini per smentire la bufala nei suoi confronti:

Non so chi abbia prodotto questa clamorosa fake, inventando e attribuendomi un editoriale che non ho mai scritto. So solo che è un povero miserabile. Come i tanti antropofagi del Web che amano cibarsi di queste ed altre porcherie.

Conclusioni

Lo screenshot è senza ombra di dubbio un fake, creato con qualche programma di fotoritocco in maniera grossolana senza tenere conto delle caratteristiche tecniche e responsive del sito de La Stampa.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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