Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Ucraina, l’ammissione di Zelensky: «Perdiamo tra i 60 e i 100 soldati al giorno». Biden: «Russia pericolo nucleare» – Il live blog

Le notizie più importanti, mappe e approfondimenti a cura della redazione di Open

Nel 98esimo giorno della guerra in Ucraina le truppe russe hanno quasi acquisito il controllo della città di Severodonetsk mentre gli Stati Uniti tornano a promettere razzi avanzati all’Ucraina per aiutarla nei combattimenti. Intanto a Cherson, dove le comunicazioni sono interrotte, l’esercito ucraino avanza e i leader dell’Unione Europea hanno concordato un embargo nei confronti del petrolio proveniente da Mosca. Gazprom ha annunciato l’interruzione delle forniture ai paesi ostili sul pagamento in rubli, mentre l’Onu sta svolgendo discussioni sulla questione del grano e dei fertilizzanti. E Zelensky ammette tra le 60 e le 100 perdite al giorno tra i soldati di Kiev.


10.30 – Mosca: «Entro fine anno nuova fregata con armi ipersoniche»

«La fregata Ammiraglio Golovko equipaggiata con armi ipersoniche entrerà in servizio nella Flotta settentrionale russa entro la fine di quest’anno». A dirlo è stato il comandante ammiraglio della Flotta, Alexander Moseev, citato dall’agenzia di stampa russa Tass. «Secondo i piani del programma statale di armamento, ci aspettiamo di ricevere la terza fregata di questo Progetto, la Ammiraglia Golovko, entro la fine di quest’anno», ha continuato Moseev aggiungendo che la nuova fregata sarà «la prima a trasportare su base regolare armi ipersoniche basate in mare».


10.00 – Scholz: «Per l’Ucraina un moderno sistema di difesa contraerea»

«Presto per l’Ucraina la consegna di un moderno sistema di difesa contraerea». Ad annunciarlo è il cancelliere tedesco Olaf Scholz davanti al Bundestag. «Putin non deve vincere e non vincerà», ha continuato Scholz, condannando la «la brutalità di questa guerra criminale voluta da Mosca». Il cancelliere ha fatto ancora riferimento al presidente russo: «Putin non deve poter raggiungere i suoi obiettivi e non deve poter sottomettere con le armi e con la brutalità un Paese. Questo è imperialismo e noi in Europa non lo accetteremo».

8.30 – I filorussi: niente scambi di prigionieri britannici

L’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr) non scambierà i mercenari stranieri che hanno combattuto con Kiev e che ora rischiano la pena di morte, tra cui i cittadini britannici Shaun Pinner e Andrew Hill e il cittadino marocchino Saadun Brahim. Lo ha dichiarato all’agenzia russa Tass la parlamentare della Dpr Yelena Shishkina. «Non hanno agito qui come militari che rispettano le convenzioni internazionali. Hanno agito come terroristi, come neonazisti, quindi qualsiasi scambio è escluso», ha detto Shishkina, che presiede la commissione parlamentare per la legislazione penale e amministrativa della Dpr.

7.30 – Le esercitazioni nucleari della Russia a Ivanovo

Le forze nucleari russe stanno svolgendo esercitazioni nella provincia di Ivanovo, a nordest di Mosca. Lo riporta oggi l’agenzia di stampa Interfax, citando il ministero della Difesa russo. Circa 1.000 militari si stanno esercitando in manovre intensive utilizzando oltre 100 veicoli tra cui i lanciamissili balistici intercontinentali Yars, ha affermato il dicastero.

6.30 – Zelensky: perdiamo tra i 60 e i 100 soldati al giorno

Le perdite quotidiane di soldati in combattimento dell’Ucraina sono di circa 60-100 soldati uccisi e circa 500 feriti. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in un’intervista pubblicata dal canale televisivo Newsmax e ripresa dall’agenzia russa Tass. «La situazione nell’est è molto difficile. Ogni giorno perdiamo tra i 60 ei 100 soldati uccisi e qualcosa come 500 feriti in combattimento», ha detto. Secondo Zelensky, gli ucraini nella parte orientale del paese «detengono il perimetro di difesa» e nella regione di Kharkiv «contrattaccano e fanno pressione». Ma nel Sud Kiev ha perso il controllo di Severodonetsk. Zelensky ha anche affermato che l’Ucraina non intende cedere i suoi territori: «Non siamo pronti a cedere nessuno dei nostri territori, perché questa è la nostra indipendenza, la nostra sovranità. Ma ci sono alcune difficoltà, dettagli con alcuni territori. Queste difficoltà possono essere discusse», ha detto, riferendosi evidentemente ai russofoni e agli accordi di Minsk. Zelensky ha aggiunto che «tali discussioni sono necessarie per iniziare a risolvere queste difficoltà e sfide attraverso i canali diplomatici, altrimenti nulla funzionerà».

5.30 – I separatisti vogliono processare il presidente

Le autorità dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (Dnr) si aspettano che l’Unione Europea e gli Stati Uniti inviino loro rappresentanti a partecipare al tribunale internazionale che intendono istituire per processare con l’accusa di crimini di guerra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo predecessore Petro Poroshenko. Lo riporta l’agenzia russa Tass. «Ci auguriamo che prevalga l’impegno per il giusto processo e per le convenzioni internazionali. E che ogni Paese, Europa e Stati Uniti compresi, invii i propri rappresentanti al tribunale internazionale», ha affermato Yelena Shishkina, parlamentare della Dnr, aggiungendo che inviti sono già stati inviati a numerosi stati europei. «Alcuni hanno già risposto. Alcuni non lo faranno mai, perché di fatto stanno finanziando quelle azioni criminali», ha aggiunto la Shishkina.

4.30 – Biden: Putin pericolo nucleare

Gli Stati Uniti al momento non hanno alcuna indicazione che la Russia abbia intenzione di usare armi atomiche in Ucraina, sebbene la retorica di Mosca sullo spettro del nucleare sia di per sé pericolosa ed estremamente irresponsabile. Lo ha scritto il presidente americano Joe Biden in un editoriale sul New York Times, ribadendo che «qualsiasi uso di armi nucleari in questo conflitto su qualsiasi scala sarebbe completamente inaccettabile per noi così come per il resto del mondo e comporterebbe gravi conseguenze». Ma il presidente è anche cauto: «Non vogliamo una guerra tra la Nato e la Russia. Per quanto non sia d’accordo con Putin e trovi le sue azioni un oltraggio, gli Stati Uniti non cercheranno di provocare la sua destituzione a Mosca». E ancora: «Finché gli Stati Uniti o i nostri alleati non saranno attaccati, non ci impegneremo direttamente in questo conflitto, né inviando truppe americane a combattere in Ucraina né attaccando le forze russe. Non incoraggeremo né permetteremo all’Ucraina di colpire oltre i suoi confini. Non vogliamo prolungare la guerra solo per infliggere dolore alla Russia», conclude Biden.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: