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Arrivano i rincari anche da Autostrade, lo sblocco delle tariffe: primi aumenti da fine giugno

L’Aspi motiva l’aumento con il caro materie prime ed energia, costato alla società un +20/30 per cento medio negli ultimi sei mesi

Non c’è tregua per gli automobilisti, già colpiti dai forti rincari della benzina, con Autostrade per l’Italia che ha annunciato un aumento delle tariffe autostradali. Almeno «parliamo veramente di poco, intorno all’1,5 per cento», ha detto l’amministratore delegato Roberto Tomasi a margine di un evento nella sede fiorentina della Regione Toscana. «Ne stiamo discutendo in questa fase con il ministero. Sarebbe previsto dal piano economico finanziario a partire da fine giugno-luglio di quest’anno. Ricordo che le nostre tariffe sono rimaste bloccate a partire dal 2018», ha aggiunto. La decisione è motivata dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime: «Quello dei rincari è un problema serio. In questi primi sei mesi noi abbiamo avuto un incremento importante in termini di costi dei materiali che varia mediamente dal 20 al 30 per cento, poi ci sono voci di prezzo con incrementi superiori anche a questo», ha detto Tomasi, sottolineando: «Non è un meccanismo col quale blocchiamo i nostri investimenti. Anzi, dobbiamo continuare a investire nella speranza che poi ci sia anche un elemento speculativo in questa fase che possa in qualche modo rientrare».


Gli altri rincari

Sarà un anno sempre più caro. Secondo Altroconsumo, quest’anno spostarsi in auto costa fra il 25 e il 33 per cento in più rispetto al 2021, mangiare al bar o al ristorante il 4,6 per cento in più e saliamo a 5 per una cena in pizzeria. E se già ci siamo «rassegnati» alle cifre in aumento di bollette e carburanti, ancora non abbiamo fatto davvero i conti con i rincari sul carrello della spesa: Assoutenti stima infatti che il prezzo degli alimentari potrebbe crescere fino al 30 per cento in più, quando secondo Altroconsumo siamo già a una media del 20 per cento in più rispetto al 2021. I prodotti più a rischio? Mais, grano, olio di girasole, cereali e tutti i prodotti derivati (pane, pasta, dolciumi, pizza). Ma anche frutta fresca, verdure e latticini. «Già nell’ultimo mese i prezzi al dettaglio dei generi alimentari hanno comportato una maggior spesa per il cibo di circa 554 euro annui a famiglia», ha sottolineato il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi. La somma di tutti i rincari costringerà le famiglie a sostenere una spesa di almeno 2.300 euro in più all’anno.


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