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Cade tutto? Con lo strappo M5s Mattarella scioglie le Camere. Voto a ottobre con governo tecnico Amato?

Il presidente della Corte Costituzionale potrebbe “traghettare” il nuovo esecutivo verso elezioni a ottobre

Ancora una volta, come in ogni crisi negli ultimi 30 anni, torna il grande classico della politica italiana: l’ipotesi Amato. L’ultima volta, in ordine di tempo, il suo nome era stato fatto durante i giorni che hanno portato alla rielezione del presidente Sergio Mattarella al Quirinale. E dopo lo strappo del M5s, in questa nuova crisi che per molti osservatori rappresenterebbe il capolinea del governo Draghi, il presidente della Corte Costituzionale viene visto come il possibile “traghettatore” che potrebbe essere scelto dal Quirinale, qualora Mario Draghi dovesse dimettersi. Secondo quanto riportato da Francesco Bei del quotidiano la Repubblica, che cita un’autorevole fonte M5s, il presidente Mattarella, dopo aver sciolto le Camere, chiamerebbe il presidente della Corte Costituzionale a guidare un nuovo esecutivo temporaneo. Il mandato di Amato alla guida della Corte si concluderà poco prima di settembre.


Ma chi starebbe lavorando a questa ipotesi? Secondo il retroscena, ci sarebbe l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema che avrebbe sondato la possibilità di formare un governo temporaneo guidato da Amato sia con Giuseppe Conte, sia con Matteo Salvini. È però necessario ricordare che D’Alema non ha mai gradito troppo la figura del presidente Draghi. In ogni caso, l’ipotesi Amato diventerà realtà? È un possibile scenario, che si aggiunge agli scenari già esistenti. L’ultima parola spetterà, come previsto dalla Costituzione, al presidente Mattarella che nel pomeriggio riceverà il presidente Draghi. Al Quirinale, intanto, tutto tace. E l’ultima e unica parola che conterà sarà proprio quella del presidente Mattarella.


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