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Elisabetta II, da Churchill a Brexit, vita e imprese della sovrana dei due secoli che non doveva diventare regina

Nei suoi settant’anni di regno ha incontrato quindici primi ministri, e la sua monarchia ha coinciso anche con il lento declino del Regno Unito e diversi scandali familiari. Ma lei è diventata un’icona

Non doveva neanche diventare regina. Invece, complici gli scandali familiari che si trascinerà dietro durante la sua vita, è diventata la sovrana più longeva (e amata) del Regno Unito. Dopo 70 anni e 214 giorni sul trono, si è spenta oggi la regina Elisabetta II. Al suo posto, ora, salirà il principe Carlo, suo figlio primogenito.


Lilibet, regina per caso

Quando è nata il 21 aprile 1926, nessuno immaginava che “Lilibet” – così veniva chiamata in famiglia – sarebbe mai diventata regina. Ad appena 25 anni, invece, è salita sul trono d’Inghilterra. Tutta colpa di uno scandalo che investì suo zio, il re Edoardo VIII, che pur di non rinunciare a una relazione con la ballerina americana Wallis Simpson, decise di abdicare al trono a favore di Giorgio VI, padre di Elisabetta. Quando diventò regina nel 1952, Lilibet si era già sposata con il principe Filippo di Edimburgo, da cui avrà quattro figli: Carlo (principe del Galles), Anna (principessa reale), Andrea (duca di York) ed Edoardo (conte di Wessex).


ANSA | Elisabetta II, con il consorte Filippo, dopo l’incoronazione il 2 febbraio 1953

Da Churchill a Liz Truss

Per intere generazioni di inglesi, Elisabetta ha rappresentato l’incarnazione della monarchia inglese. Nei suoi settant’anni di regno, ha incontrato quindici primi ministri, a partire da Winston Churchill, che quando l’aveva incontrata nel 1940 aveva scritto nei suoi appunti: «Che carattere! Ha un’aria di autorità e riflessività stupefacenti per una bambina». L’incontro tra i due si ripetè nel 1951, quando Elisabetta -regina – lo aiutò a risollevare l’economia inglese dopo la fine della guerra. Da allora, Lilibet ha incontrato e consigliato altri quattordici primi ministri inglesi, tra questi: la prima donna premier nella storia del Regno Unito Margaret Thatcher, il giovane fondatore del “New Labour Party” Tony Blair, l’uomo che ha condotto il Regno Unito fuori dall’Europa Boris Johnson, fino ad arrivare a Liz Truss, la nuova leader del Partito conservatore a cui ha affidato, per l’ultima volta, l’incarico di formare un nuovo governo. Assieme a loro, Elisabetta ha stretto la mano a tutti i presidenti americani da Truman in poi (ad eccezione di Lindon Johnson), ha ospitato sulla sua carrozza Charles de Gaulle, Nelson Mandela e il dittatore rumeno Nicolae Ceausescu. Ha cenato con quattro presidenti russi (Kosygin, Gorbachev, Eltsin e Putin) e ha attraversato la Jugoslavia – ancora unita – insieme a Tito.

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ANSA | La regina Elisabetta insieme a Margaret Thatcher

Il declino del Regno Unito

Il regno di Elisabetta ha coinciso però anche con il lento declino del Regno Unito sullo scacchiere internazionale. Quando è salita sul trono, gli inglesi potevano ancora contare su un esteso impero coloniale, a partire dall’India. Oggi, invece, quello che un tempo veniva definito «l’impero su cui non tramonta mai il sole» è un lontano ricordo: in particolare in seguito alla Brexit, che ha contribuito ancora di più all’isolamento del Paese.

Un’icona, da The Crown a James Bond

Pur mantenendo uno stile sobrio e a tratti austero, Elisabetta ha sempre cercato di adattare il ruolo della monarchia alle aspettative di una società in continua evoluzione e cambiamento. Fu lei, per esempio, nel 1970, ad autorizzare la Bbc a riprendere alcune scene di vita quotidiana della famiglia reale per trasmetterle in tv. E sono forse iniziative come questa – unite alla sua longevità – che hanno permesso a Elisabetta di diventare una delle regine più apprezzate nella storia del Regno Unito, conosciuta in tutto il mondo e da tutte le generazioni. Una grossa mano, poi, è arrivata in tempi più recenti anche dal mondo della tv. In primis, con The Queen, il film biografico del 2006 diretto da Stephen Frears. Poi anche con The Crown, la serie tv lanciata da Netflix nel 2016 che ha fatto appassionare milioni di spettatori ai retroscena della vita della famiglia reale. Negli ultimi anni, Elisabetta non è diventata solo protagonista di serie tv, ma una vera e propria icona. Memorabile, per esempio, il lancio dall’elicottero di Daniel Craig (James Bond), in compagnia di una sua controfigura, per inaugurare le Olimpiadi di Londra del 2012.

Gli scandali

Il regno di Elisabetta è stato però anche un lungo susseguirsi di gaffe e scandali, che hanno investito i suoi più stretti familiari. Il 1992, in questo senso, verrà ricordato per sempre come annus horribilis per la tenuta della monarchia inglese. Quell’anno, infatti, Elisabetta si ritrovò a gestire contemporaneamente la separazione tra il principe Carlo e Diana, il divorzio tra il principe Andrea e la moglie Sara e pure un incendio che bruciò parte del castello di Windsor. Anche negli anni precedenti e successivi, però, le cose non sono andate certo meglio. Dai tormenti amorosi di Anna, innamorata di un uomo divorziato, al principe Filippo, che nel 1986 ammoniva gli studenti britannici in Cina dicendo: «Se restate ancora, vi verranno gli occhi a mandorla». Nel 2021, poi, la rottura definitiva tra Harry e Meghan e la Casa Reale, con conseguente rinuncia dei titoli. Per non parlare delle accuse di cui dovrà rispondere il principe Andrea, messo sotto processo a New York per abusi sessuali su minori. Il regno di Elisabetta è una storia lunga settant’anni e segnata da innumerevoli guerre, crisi economiche, pandemie e scandali. Una lista infinita di episodi storici e accadimenti internazionali, a cui la regina inglese non ha semplicemente assistito, ma vissuto in prima persona. In quasi tutti i casi, da protagonista.

Foto di copertina: elaborazione grafica Vincenzo Monaco

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