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Consiglio europeo, approvato il nuovo pacchetto di sanzioni con il price cap al petrolio russo. L’ambasciata in Italia: «Avete capito che non è un tetto per la benzina?»

Il greggio si potrà comprare solo al prezzo massimo stabilito. Von der Leyen apre al tetto per il gas. Il sarcasmo della rappresentanza di Mosca a Roma

«Hanno capito tutti che con il tetto al prezzo del petrolio non ci sarà il tetto al prezzo della benzina?». Nuova provocazione dell’ambasciata russa a Roma che sottolinea come anche l’ultimo pacchetto di sanzioni che il Consiglio europeo ha varato non comporta un price cap per la benzina, come a dire che gli utenti finali non avranno alcun beneficio. Leggendo la nota, si scopre come le nuove misure prevedono il divieto di fornitura di «trasporto marittimo e assistenza tecnica, servizi di intermediazione, finanziamento o assistenza finanziaria relativi al trasporto marittimo verso Paesi terzi di petrolio greggio (da dicembre 2022) o di prodotti petroliferi (da febbraio 2023) originari o esportati dalla Russia». Un provvedimento che mira a ridurre i ricavi di Mosca dal greggio e che, magari, potrà contribuire alla stabilizzazione dei prezzi dell’energia. L’unica condizione per cui un Paese europeo può comprare questi servizi dalla Russia, è che questi siano pagati al prezzo massimo prestabilito o, se possibile, inferiore. Ciò che manca ancora è un price cap al prezzo del gas. Con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a discuterne per quello «utilizzato per generare l’elettricità», dall’Italia filtra ottimismo. Nonostante le differenti posizioni iniziali, che hanno diviso gli Stati membri tra chi voleva un tetto massimo generalizzato e chi puntava a fissarlo solo per quello russo, sembra che si stia trovando un’intesa comune, Tuttavia, ha ribadito von der Leyen, si tratterebbe comunque di una «soluzione temporanea».


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