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Migranti, Ue e Germania bacchettano l’Italia: «Salvare vite in mare è un dovere»

Il governo Meloni sotto la lente di Bruxelles e Berlino per gli sbarchi selettivi del finesettimana

Prima Berlino, poi Bruxelles. All’indomani dello sbarco “selettivo” di migranti dalle navi Geo Barents e Humanity 1 al porto di Catania, il governo tedesco e la Commissione europea bacchettano per bocca dei rispettivi portavoce l’Italia. Salvare le persone in mare è un «dovere morale e legale, in base alle legge internazionali», ha ricordato oggi l’esecutivo europeo. Parole quasi identiche a quelle pronunciate poco prima da un portavoce del governo tedesco, secondo cui Il salvataggio in mare è un «dovere morale e giuridico e non può essere impedito». Entrambe le istituzioni hanno salutato con favore lo sbarco di ieri di centinaia di migranti in Italia, ma «è importante che siano salvate tutte le persone e che possano arrivare a terra», ha richiamato la portavoce del ministero degli Esteri di Berlino, Sabine Sasse. Alla domanda se l’approccio “selettivo” agli sbarchi propugnato dal governo Meloni sia in linea con le leggi e le linee guida Ue, la portavoce della Comissione ha invece sottolineato che in base alle leggi internazionali è necessario «minimizzare il tempo che le persone passano in mare».


Il comandante della nave battente bandiera tedesca, Joachim Ebeling, aveva annunciato ieri di non intendere lasciare il porto di Catania, come da indicazioni del Viminale, perché ciò significherebbe «violare una serie infinita di leggi e convenzioni internazionali», mentre i legali della Ong stanno lavorando a un ricorso al Tar del Lazio contro il decreto interministeriale del governo Meloni. A rigettare l’approccio teorizzato dall’esecutivo italiano, che chiede siano gli Stati di cui batte bandiera ogni nave a prendersi carico dei suoi passeggeri, era stata nei giorni scorsi anche la Norvegia. A venire incontro al governo di Giorgia Meloni, che a poche ore dal suo insediamento aveva incontrato a Roma Emmanuel Macron, sembrerebbe essere invece – oltre all’Ungheria di Viktor Orban – il governo francese. Il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, aveva dichiarato venerdì che Parigi è pronta ad accogliere «una parte dei migranti, delle donne e dei bambini, affinché l’Italia non si debba prendere carico da sola del fardello di questo arrivo». Il governo francese dovrebbe trattare la questione in una riunione in programma domani, martedì 8 novembre.  


Foto: ORIETTA SCARDINO/ANSA

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