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Midterm 2022, la carica degli «election deniers»: come sono andati in queste consultazioni

I candidati su cui aveva puntato l’ex presidente Trump hanno subito battute d’arresto in diversi Stati

Seggi chiusi per le elezioni di Midterm in tutti gli Stati Uniti, dove la Camera potrebbe cambiare colore e diventare rossa ma senza la red wave prevista nei giorni scorsi dal Gran Old Party e dai negazionisti del voto. Gli election deniers, coloro che pensano che il voto presidenziale del 2020 – che ha visto la vittoria del democratico Joe Biden – sia stato truccato, sono stati ricandidati in tutti gli uffici chiave delle istituzioni americane e sono usciti vittoriosi in questo election day in molti Stati federati ma in tanti altri hanno subito, invece, battute d’arresto. Il loro successo è arrivato meno di due anni dopo l’assalto al tempio della democrazia americana, quando una folla di rivoltosi ha fatto irruzione nel Campidoglio mentre il Congresso si stava preparando a certificare i risultati delle elezioni presidenziali. Il Washington Post aveva contato 291 candidati che nel 2020 avevano sostenuto gli sforzi dell’ex presidente Donald Trump per ribaltare i risultati delle urne, ovvero il 51% dei 569 repubblicani: tra loro – riporta il quotidiano – oltre 150 avrebbero vinto alle elezioni di metà mandato di martedì 8 novembre. Un risultato prevedibile, anche perché la presunta «frode elettorale» è stata parte integrante della campagna dei candidati repubblicani negli Stati in bilico.


Come sono andati gli election deniers?

Nella prima elezione-referendum non solo sull’Amministrazione in carica, ma anche su un ex presidente, i candidati negazionisti del Gop hanno ottenuto importanti vittorie in diversi Stati, ma anche sconfitte impreviste. I candidati su cui aveva puntato Donald Trump hanno subito battute d’arresto in diversi Stati. Prima fra tutte Kari Lake, la repubblicana considerata troppo estremista persino da qualcuno all’interno del Gran Old Party e che ha lanciato accuse di frode elettorale ancora prima dell’apertura dei seggi, continua a inseguire a fatica la sua sfidante democratica Katie Hobbs in questo rush finale dei conteggi dei voti per la carica a governatrice in Arizona. Sconfitta certa invece per un altro pupillo di Trump: Doug Mastriano. Il repubblicano che ha preso parte attivamente nel movimento Stop the Steal (fermate il furto) secondo cui durante le elezioni presidenziali americane del 2020 si sarebbe verificata una diffusa frode elettorale per negare la vittoria del Tycoon, è stato fermato dal democratico Josh Shapiro in Pennsylvania (anche lui) per la corsa al governatorato.


Ma nello stato del nord-est Trump vede sfumare anche il seggio al Senato lasciato libero dal repubblicano Pat Toomey. Il vice governatore democratico John Fetterman – il gigante che in campagna elettorale è stato colpito da un ictus – ha vinto contro il medico di origini turche “doc Oz”, Mehmet Oz, che dispensava consigli in materia di forma fisica su alcuni show televisivi statunitensi e che ha gridato alla frode durante l’unico duello tv contro il suo avversario poiché arrivato un mese dopo l’inizio delle votazioni anticipate nel Paese. Per molti anchor statunitensi, infatti, in particolare di Fox News, il dibattito è avvenuto troppo tardi perché «in Pennsylvania erano stati espressi 635.000 voti in anticipo».

E poi Don Balduc, candidato repubblicano al Senato in New Hampshire non è riuscito a strappare il seggio in Senato alla democratica Maggie Hassan. Convinto sostenitore durante la campagna elettorale delle primarie della «frode elettorale» ai danni di Trump, una volta vinte ha deciso però di mostrarsi più moderato affermando di non pensare veramente che le elezioni del 2020 fossero state truccate. E infine c’è un candidato – tra tutti – che al momento non ha riconosciuto la vittoria della sua sfidante democratica. Si tratta di Lee Zeldin, che ha perso la carica di governatore in palio nello stato di New York e con un video, pubblicato su Twitter, ha deciso di non riconoscere il risultato. Un regalo a Trump che all’apertura dei seggi aveva sollevato i primi sospetti di brogli dopo una serie di problemi tecnici verificatisi in due Stati in bilico come Arizona e Michigan, in particolare nelle contee di Maricopa e Detroit. «Sta accadendo la stessa cosa che successe nel 2020 con i brogli elettorali?», aveva chiesto sul suo social Truth.

Vittorie: In Kentucky Hal Rogers e Rand Paul, entrambi vittoriosi e tra coloro che hanno negato il voto presidenziale del 2020, si sono guadagnati rispettivamente un posto alla Camera e un seggio al Senato. Ma anche nel South Carolina dove è stato eletto procuratore generale Alan Wilson, che fu tra i firmatari di un esposto per contestare la vittoria di Biden in Texas nel 2020. E poi: il candidato repubblicano Jim Marchant che con il suo 48% contro il 47% dello sfidante democratico, potrebbe diventare Segretario di stato in Nevada, uno dei 5 Stati in bilico per il Senato. Marchant, che ha contribuito a organizzare la coalizione America First e speso gran parte della sua campagna su piattaforme mediatiche di estrema destra per promuovere la candidatura, aveva chiesto di eliminare il voto per corrispondenza, ridurre quello anticipato e di spingere per il conteggio manuale delle schede. Ma tra i negozionisti delle elezioni, riporta il Wp, c’è anche Jen Kiggans, che ha vinto il seggio alla Camera in Virgina. Tutti nomi che hanno offerto supporto incondizionato per le false affermazioni di «frode elettorale» a Donald Trump nel 2020.

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