Dalla nuova versione di Opzione donna all’Imu sulle case occupate: tutte le novità nella manovra

L’esecutivo conferma la stretta al Reddito di cittadinanza e il Superbonus edilizio al 90%, così come gli aiuti per famiglie e imprese per far fronte ai rincari energetici. Domani l’approdo alla Camera

Ultime ore di rifinitura prima che il testo della Manovra del governo Meloni approdi domani, 28 novembre, alla Camera. Nella nuova bozza della manovra da 37 miliardi, tre le misure confermate c’è il taglio del cuneo fiscale del 2%, con una sforbiciata delle tasse per i lavoratori dipendenti con un reddito inferiore ai 35mila euro, e che diventerà del 3% per i redditi fino al a 20mila euro, pari a circa 12-20 euro al mese in più in busta paga. Confermate anche le detrazioni del Superbonus edilizio al 90% e la stretta al Reddito di cittadinanza: in vista della sua cancellazione, verrà progressivamente sostituito da un non meglio precisato strumento di sostegno economico per gli over 60 e i fragili. Nell’ultima bozza vengono anche confermati gli aiuti per famiglie e imprese per far fronte ai rincari energetici. Per il primo trimestre del 2023, ossia fino a marzo, l’esecutivo avrebbe previsto l’esonero del pagamento delle bollette di luce e gas per i nuclei familiari con Isee inferiore a 15mila euro. Nel testo viene anche confermata la riduzione dell’Iva al 4% per i prodotti per la prima infanzia, oltre che la cosiddetta tampon tax sugli assorbenti femminili.


Quota 103 e il bonus per la permanenza al lavoro

Sul fronte delle pensioni, nel 2023 chi avrà 62 anni di età e 41 di contributi versati potrà decidere di andare in pensione grazie a Quota 103. La misura, secondo l’Inps, dovrebbe riguardare circa 50mila lavoratori. Chi invece deciderà di continuare a lavorare verrà incentivato con un bonus, sulla falsariga di quello del 2004 ideato dall’ex ministro, morto lo scorso 22 novembre, Roberto Maroni, e che prevede che il lavoratore che non usufruirà di Quota 103 vedrà invece versarsi i contributi pensionistici in busta paga, con un aumento lordo stimato circa al 30%. L’aumento, però, non verrà conteggiato sul calcolo della pensione finale. Confermato anche il ricalcolo delle pensioni minime.


Opzione Donna

Cambia parzialmente Opzione donna che, diversamente da quanto annunciato inizialmente dall’esecutivo non dovrebbe più dipendere dal numero di figli delle lavoratrici, dato che la misura si pone al limite dell’incostituzionalità. Ma malgrado le rassicurazioni da parte del ministero del Lavoro, che aveva assicurato la proroga d’uscita a 58 anni per tutte le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le autonome, nell’ultima bozza risulta essere presente ancora la ripartizione, con la possibilità di andare in pensione a 58 e 59 anni per le lavoratrici madri, mentre a 60 anni per le donne senza figli. Ci sarebbero però nuovi paletti. La platea che potrà accedere alla misura sarà costituita da lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi, oltre a lavoratrici con invalidità superiore al 74% e caregiver da almeno 6 mesi

Assegno unico e congedo parentale

Cambia anche l’assegno unico universale che nel 2023 aumenterà del 50% per il primo figlio sotto 1 anno di età. L’incremento sarà valido anche per le famiglie con Isee fino ai 40mila euro e con 3 o più figli a carico fino ai 3 anni d’età. L’esecutivo ha deciso anche di aumentare di un mese anche il congedo parentale retribuito all’80% per le madri lavoratrici. 

Imu case occupate

Tra le novità in Manovra dovrebbe entrare anche l’esenzione dell’Imu per i proprietari di case occupate in modo illecito, e più specificamente per gli «immobili non utilizzabili né disponibili».

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