Letta-Calenda, volano gli stracci: «Il Terzo Polo si prepara a entrare nel governo». «Fesserie di chi non ha strategia politica»

Il botta e risposta a distanza in tv tra i leader di Pd e Azione

L’incontro della scorsa settimana tra la premier Giorgia Meloni e il leader del Terzo Polo, Carlo Calenda, continua ad alimentare le tensioni nei rapporti tra i centristi e il Partito Democratico. Il segretario uscente del Pd, Enrico Letta, ha attaccato parlando al Tg3: «l’esecutivo naviga a vista e la manovra vale solamente per i primi tre mesi e non di certo per tutto l’anno. Il governo cerca disperatamente alleati con i quali sostituire gli attuali alleati: ho visto che si è già proposto il Terzo Polo per sostituire Forza Italia». E Letta ha poi aggiunto: «È incomprensibile che il Terzo Polo sia stato votato per fare l’opposizione e invece è già pronto a passare in maggioranza». La replica del leader Carlo Calenda è arrivata poco dopo, sempre in tv, dagli studi di Porta a Porta.


Per Calenda quelle di Letta sono le «fesserie di un uomo che non è più neanche capace di elaborare una strategia politica», considerato che «il Terzo Polo non ha intenzione di entrare in maggioranza». Il leader di Azione ha poi osservato che «essere all’opposizione non vuol dire essere tutti uguali: l’opposizione, come si richiede in un grande Paese europeo, si fa avanzando delle proposte e non solo inseguendo il M5s e urlando “No” a tutto. Farò un’opposizione leale, conseguente al mio progetto». Prima che fosse fissato l’appuntamento con Meloni sulla manovra, Calenda sostiene, Azione aveva mandato le proposte di modifica alla Legge di Bilancio al Nazareno, nel tentativo di trovare terreno comune su alcuni punti, senza però ricevere risposta.


E Calenda ha incalzato ancora: «Il governo presenta una manovra, noi siamo all’opposizione e possiamo fare due cose: andare in piazza o dire le cose che non ci convincono. Ad andare in piazza ci metto due minuti. Abbiamo invece fatto un’analisi, chiesto un incontro al presidente del Consiglio, che aveva piena contezza delle nostre proposte». Il leader del Terzo Polo ha ancora osservato: «Visto come sta il Paese forse la politica dovrebbe essere questo, piuttosto che dire tu sei opposizione e non puoi sederti al tavolo con il governo. Io penso che la politica si faccia così, mentre Letta ha deciso che scenderà in piazza il 17 dicembre, prima della fine del Consiglio dei ministri. Ma che senso ha? Che senso ha dire “Andiamo in piazza” senza spiegare cosa si vuole fare? È importante dire quale è la tua alternativa».

Quanto alle riforme istiutzionali, Calenda ha fatto sapere di essere «pronto per l’elezione diretta del presidente del Consiglio, ma contrario al presidenzialismo, perché credo che il Capo dello Stato, in un Paese così conflittuale come il nostro, unisca il Paese». Calenda ha poi dichiarato che «se il ministro della Giustizia Nordio dovesse proporre l’abolizione dell’abuso d’ufficio, io la sottoscriverei immediatamente». Quanto alla possibile presidenza della commissione di vigilanza Rai in quota Terzo Polo, infine, Calenda lancia un’ultra frecciata al Pd: «La Vigilanza a noi? Ma certo che no, hanno fatto un accordo Pd-M5S».

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