Sanremo 2023, tutte le canzoni in gara ascoltate in anteprima per voi

Svelati (ma solo per i giornalisti) i 28 brani che che saranno protagonisti all’Ariston dal 7 all’11 febbraio

L’amore, raccontato nelle sue diverse sfaccettature, intensità ed età, è come sempre protagonista delle 28 canzoni che ascolteremo sul palco dell’Ariston. Ma anche tanta introspezione, cantata da artisti giovanissimi. C’è parecchia dance, molta sofferenza (troppa?) e qualche testo, come sempre, destinato a far discutere. Tra sorprese, conferme e piccole delusioni, ecco come è andato il pre-ascolto riservato alla stampa di lunedì 16 gennaio, in vista della 73esima edizione del Festival di Sanremo.


Anna Oxa – Sali (Canto dell’anima)

Il Festival lo ha già vinto due volte, nel 1989 con Fausto Leali e il brano Ti lascerò e dieci anni dopo con Senza pietà. Due canzoni potentissime e oggi, dodici anni dopo la sua ultima esibizione all’Ariston torna – per la quindicesima volta – con la stessa energia. Il testo del suo Sali (Canto dell’anima) è un appello accorato, un grido liberatorio perché uomini e donne salgano sull’Arca dell’umanità verso una nuova alba.


Articolo 31 – Un bel viaggio

C’è sempre una prima volta, anche dopo aver superato i cinquanta, anche con oltre trent’anni di carriera alle spalle. E così gli Articolo 31 partecipano per la prima volta al Festival di Sanremo, raccontando il loro percorso artistico, ma anche di vita, dove l’uno si intreccia con l’altro. Alessandro e Luca si guardano indietro, raccontano i primi passi in strada, nei quartieri considerati difficili. E poi il lavoro, la famiglia, la normalità, la gabbia che piano piano si costruisce intorno. Fino alla rottura, alla rivalità, alla guerra tra fratelli. Ma bisognava crescere, per non morire giovani.

Ariete – Mare di guai

Non avrà ancora compiuto 21 anni quando Arianna Del Giaccio salirà sul palco dell’Ariston, davanti a milioni di telespettatori. Ma certo il pubblico non la spaventa, era ancora minorenne quando partecipò – seppur brevemente – a X Factor. Nei suoi testi parla dell’amore libero, senza nessuna morale o lezione da impartire. Nel suo Mare di guai c’è la preghiera di chi non può affrontare un abbandono, di chi lascia la finestra aperta sperando che l’amante ritorni.

Colapesce e Dimartino – Splash

«Lo Splash del titolo può essere inteso come una cosa ironica ma anche come uno schianto», lo presentano Colapesce e Dimartino. Veniamo introdotti dal ritmo lento e costante della campagna, per poi passare alle sonorità degli anni Ottanta che ci portano tra strade affollate, metro e cantieri senza fine. C’è chi preferisce la giungla urbana al mare blu. Entrambi siciliani, Colapesce esordisce nel 2010 e ruba il nome dalla leggenda siciliana del pescatore rimasto sott’acqua per sorreggere la sua amata Sicilia. Dimartino, invece, comincia la sua carriera qualche anno prima, nel 1998. Pubblica dischi e apre i concerti di artisti come Caparezza e Afterhours. Tornano a Snaremo dopo Musica leggerissima del 2021.

Colla Zio – Non mi va

Grazie ad Asfalto hanno conquistato uno dei sei posti in palio per i giovani e sono passati sul palco dei grandi. Il quintetto milanese di ventenni non abbassa troppo i decibel per inseguire il pubblico sanremese, anzi ha l’ambizione di trascinarlo con sé nelle danze. L’energia scorre come un fiume, come una scia di passi sull’oceano. Non mi va è un rito di corteggiamento, la ruota di pavone, sensuale e tentatrice, di chi però è già innamorato perso.

Coma_Cose – L’addio

Il duo composto da Fausto e Francesca promette ancora fiamme negli occhi, come quelle che due anni fa li portarono all’Ariston, classificandosi in fondo ma ottenendo un grande successo tra il pubblico. Oggi cantano però un altro tipo di fuoco, quello di una relazione che si sta spegnendo. Quanta forza ci vuole a mettere da parte gli ultimi anni della propria vita? Quanto coraggio ci vuole ad accettare che una storia è finita? A lasciarsi andare, ad accettarne la possibilità? Tanto, forse troppo. Si può aspettare ancora un po’, e rimandare l’addio. Oppure pronunciarlo, ma promettersi che si può tornare indietro. Magari non è vero, ma rende tutto più facile.

Elodie – Due

La terza volta della cantante romana a Sanremo dopo Tutta colpa mia del 2017 e Andromeda tre anni dopo è un dialogo con una partner, una storia acerba e travagliata. Una canzone che la stessa Elodie ha definito spigolosa e diretta, come lo scambio amaro che avviene tra i due protagonisti del brano. L’ansia, i fallimenti passati, la fame di amore soffocano una relazione appena nata. Senza che i due le abbiano dato davvero la possibilità di crescere. Mentre il dialogo prosegue, le lacrime degli amanti avvolgono i pensieri e nascondono le debolezze, per paura di essere feriti di nuovo. Ma il ritmo non si ferma mai.

Gianluca Grignani – Quando ti manca il fiato

Sono passati 28 anni da quando Gianluca Grignani si è esibito per la prima volta sul palco con Destinazione paradiso. Un percorso lungo il suo, come è noto, non lineare e pieno di ostacoli. Le ragioni sono tutte da cercare nella biografia dell’uomo che, per la sesta volta tra i campioni di Sanremo, affronta un racconto intimo e personale, con parole che hanno un carico emozionale evidente. «Ho solo il presente in questo momento, non riesco a guardarmi né indietro né avanti», dice Grignani presentando il brano. L’artista canta un’assenza così pesante da togliere il fiato. E un riavvicinamento, che pure è difficile da accettare. Si può scendere a patti con se stessi, permettersi di perdonare? Si può dire addio a una persona che è appena rientrata nella nostra vita?

gIANMARIA – Mostro

21 anni appena, la sfrontatezza di chiedere di essere ascoltato, la maturità di riconoscere di essersi perso. C’è questo nell’urlo di un fratello che vuole solo essere capito. A volte siamo distratti, anche da noi stessi, e rischiamo di allontanarci da tutti, anche da una sorella. Ma non siamo mostri, l’importante è capirlo. Gianmaria Volpato, questo il suo vero nome, ha già partecipato a X Factor nel 2021, classificandosi secondo con Emma Marrone. Già allora si era fatto notare da critici e fan, due anni dopo quell’argento è sul palco dei grandi dell’Ariston dopo aver vinto la serata di Sanremo giovani con il brano La città che odi.

Giorgia – Parole dette male

Un attesissimo ritorno per una grande artista italiana che porta in gara una canzone in cui le parole vengono dette male, e sono maledette quando non vengono pronunciate. Si parla di amore, di un viso sfocato nella folla, dello stesso profumo, lo stesso nome, i ricordi delle estati passate insieme. Quello che è stato. Ma la memoria, con lo scorrere del tempo, diventa un’allucinazione, ripetuta e ripetitiva. Tutto molto Giorgia. A sentire lei, è stato quasi un caso che nel 1993 fosse a Sanremo: era iscritta all’università e aveva altri progetti, voleva laurearsi in legge e viaggiare, la carriera da cantante era destinata a rimanere un sogno nel cassetto. Così non è stato, la sua voce è diventata il sua lavoro e già nel 1995 ha vinto il Festival con Come saprei, ottenendo poi anche un secondo e un terzo posto.

I Cugini di Campagna – Lettera 22

Oltre cinquant’anni di carriera – e di attesa – fino alla partecipazione di quest’anno, per la prima volta in gara. Lettera 22 è per tutti quelli «che si trovano nella condizione di voler capire, cercare e trovare». Le sonorità sono quelle note ma con qualche sorpresa, il testo è de La rappresentante di lista. Nel brano, tutte le debolezze di un essere umano che chiede al partner di aiutarlo a capire, a riempire le sue fragilità. E quando ciò accade, la forza è travolgente ed esplode nel petto: il mondo può finalmente essere visto con occhi diversi.

Lazza – Cenere

Sembra di vederli, sulla pista da ballo, luci intermittenti, corpi che si muovono sinuosi e a scatti. Dietro gli occhi chiusi immersi nella musica, l’ostinazione di chi vuole cancellare un ricordo o ha paura di costruirne di nuovi. Cenere, il debutto sanremese del rapper Jacopo Lazzarini, in arte Lazza, ha una partenza dance molto convincente, con il ritmo che incalza e cresce. . Nato nel 1994 a Calvairate, Milano, ha pubblicato il suo primo album di inediti Zzala a 23 anni.

LDA – Se poi domani

Luca D’Alessio, da cui l’acronimo che gli fa da nome d’arte, ha 20 anni ed è conosciuto dal pubblico per la sua partecipazione ad Amici 2021. Figlio di Gigi D’Alessio, a Sanremo porta una «canzone d’amore autobiografica», come ha spiegato lui stesso. Quasi disneyana, una favola che diventa un abbraccio. E poi il dolore di una storia finita, il domani che si porta via l’oggi e tutto ciò che era importante per noi. Certo il domani spaventa, la paura che l’oggi sia un’illusione può paralizzare. Ma se l’oggi è così forte, forse vale comunque la pena viverlo.

Leo Gassmann – Terzo cuore

Un amore intermittente – anche nel ritmo-, vissuto nonostante i dubbi e le paure. Un cuore non basta, ne servono tre per proteggersi, riuscire a godersi la felicità e sopportare le delusioni. E provare a dimenticare ciò che non c’è più. Anche Leo Gassmann, figlio dell’attore Alessandro e nipote di Vittorio, viene dalla scuola dei talent. Appassionato di musica fin da bambino e con un passato al conservatorio, nel 2018 partecipa a X Factor arrivando fino alla semifinale. Pur avendo ancora 24 anni, non è nuovo sul palco di Sanremo: nel 2020 è risultato vincitore nella categoria Nuove Proposte con il brano Vai bene così. Un’attesa seconda volta.

Levante – Vivo

«Spesso non sono immediata, quello che voglio dire è sempre nascosto dietro l’apparenza». Mette le mani avanti Levante, nome d’arte di Claudia Lagona, presentando il brano con cui salirà di nuovo sul palco dell’Ariston, dopo l’esperienza del 2020 con Tikibombom. Ma già dall’esordio con Alfonso nel 2013, e poi i successivi successi Manuale distruzione e Abbi cura di te, la cantante siciliana ha attirato il pubblico per l’intelligenza dei suoi testi. In Vivo, la vita, con le sue contraddizioni, contrasti, sorrisi e lacrime, fatiche e gioie, è al centro del suo canto: l’artista sembra liberarsi dell’affanno e delle difficoltà verso dopo verso.

Madame – Il bene nel male

Immaginiamoceli uno davanti all’altro, in un bar o in un luogo appartato. Abbiamo davanti due ex che si rivedono dopo la fine della loro relazione. Le aspettative di lei, i rimpianti di lui. Tutto quello che è andato storto, ma soprattutto due ricordi diversi di ciò che è stato. Chi ha memoria di un grande errore, chi di tutto l’amore che ha dato. E la verità è che se si ha amato onestamente, nessuno dei due ha torto. Francesca Calearo, 21 anni, in arte Madame, torna all’Ariston dopo l’esibizione del 2021 con Voce, che le fece vincere il premio Lunezia per Sanremo. Le polemiche per il mancato Green Pass non cancellano il talento di una grande artista.

Mara Sattei – Duemilaminuti

Un amore tormentato, in cui un partner ha la velleità di curare l’altro. Ma non basta avere le migliori intenzioni per curare un’anima che non ha voglia di essere aiutata, né la forza di provarci. Non bastano duemila minuti per curare chi non sa di essere ferito. L’unica consolazione allora, può essere almeno sapere se quello che c’è stato, era amore. Mara Sattei, reduce dai successi estivi de La Dolce Vita, porta una canzone scritta dal leader dei Maneskin Damiano David. Una nuova alchimia vincente?

Marco Mengoni – Due vite

Mengoni ha proprio ragione: Due vite andrebbe ascoltata «in una giornata uggiosa, mentre state raggiungendo qualcuno a cui tenete», consiglia l’artista, «vi metterete a cantare il ritornello mentre cade la pioggia, che lava anche un po’ i pensieri negativi». E infatti il protagonista è un amore che scivola via, come sabbia tra le dita. Nonostante si sia in due, verso dopo verso cresce una solitudine e aumentano le distanze, rimaste vuote dai silenzi che neanche la musica riesce a riempire. È un ritorno, quello di Mengoni, a Sanremo, dopo aver partecipato nel 2010 con Credimi ancora ottenendo il terzo posto, e aver vinto l’edizione di dieci anni fa con il brano L’essenziale.

Modà – Lasciami

Sono passati poco più di vent’anni dalla formazione del gruppo, e dieci esatti dalla loro ultima apparizione a Sanremo, nel 2013 con Se si potesse non morire che valse loro il terzo posto. Due anni prima arrivarono invece secondi con Arriverà, insieme a Emma. E oggi tornano con Lasciami, una canzone che parla di coraggio. Non è una canzone d’amore: la protagonista del testo è la depressione, che rimane come un veleno.

Mr Rain – Supereroi

Un altro brano intimista di questa edizione, dove il tormento personale e l’amore sono gli assoluti protagonisti. D’altronde Mattia Balardi, il vero nome del rapper 31enne, ha ammesso di riuscire a scrivere solo nei giorni di pioggia, una caratteristica che gli è valsa il soprannome. Mr. Rain nel suo brano non parla dei supereroi dei fumetti, come è facile indovinare. I suoi protagonisti non hanno armature, né poteri. Anzi, sono esseri umani fragili. Per qualcuno affrontare la guerra della vita da soli non è solo difficile, è impossibile. Ammettere di aver bisogno di aiuto non è debolezza, è indispensabile per salvarsi dalle nuvole. Perché si può essere supereroi solo insieme.

Olly – Polvere

Difficile stare fermi mentre si prova a soffiare via la polvere. Non basta avere le sensazioni amplificate se poi si rimane in disparte e non si ha il coraggio di rincorrere il sole. È un figlio del terzo millennio Olly, nome d’arte di Federico Olivieri, genovese del 2001. Rapper, ma con venature soul, la sua musica è difficilmente inquadrabile e ha intromissioni hip-hop e dance. «È un pezzo molto liberatorio», dice della sua Polvere, in gara a Sanremo dopo aver superato la finale Giovani con L’anima bella, «da urlare e da cantare tutti insieme».

Paola&Chiara – Furore

In questo brano si entra in punta di piedi, sarà la lunga attesa che si spezza dopo i primi versi. Un invito a ballare, stretti e persi nello stesso respiro. In un unico battito, come fosse l’ultima canzone. Il duo che ha fatto ballare i ragazzi e le ragazze degli anni Novanta torna a Sanremo 18 anni dopo A modo mio. Prima ancora, agli esordi, parteciparono a Sanremo giovani con In viaggio, nel 1997 vinsero nella categoria Nuove proposte con Amici come prima e tornarono poi tra i big l’anno dopo con Per te. Le sorelle Iezzi poi continuarono a lavorare insieme fino al 2013, l’anno dello scioglimento. E ora sul palco dell’Ariston l’attesa reunion. Le aspettative erano forse troppo alte.

Rosa Chemical – Made in Italy

Si balla, il ritmo è avvolgente e travolgente, erotico e scanzonato. Un canto d’amore, «stonato», ma «è meglio così», dice lo stesso artista. Il rapper piemontese Manuel Franco Rocati vorrebbe esportare nel mondo la sua «apertura mentale, la voglia di amore e di pace, e il mettersi in discussione», e intanto torna sul palco dell’Ariston, dove aveva accompagnato in duetto Tananai sulle note di A far l’amore comincia tu, di Raffaella Carrà.

Sethu – Cause perse

Un rapporto intricato, così avvolto su se stesso che amore e odio riflettono la stessa luce. Puoi tapparti le orecchie, chiudere gli occhi, ma continuerai a vedere e sentire quella figura e quelle parole. Marco De Lauri, in arte Sethu, è un artista ligure del 1997, che nei suoi testi riversa le sue paure e le sue insicurezze, come nel brano proposto al Festival. È entrato in gara in questa edizione conquistando la finale dei giovani con Sottoterra.

Shari – Egoista

Non basta avere una relazione per amare, non basta avere accanto qualcuno per sentirsi meno soli. Solo certi rapporti, solo certe persone riescono a fare breccia nel nostro egoismo e permettono di lasciarsi andare. Nata a Monfalcone nel 2002, Shari Noioso ha partecipato al casting di Tu Si Que Vales, per poi collaborare con Benji e Fede e con Il volo. Quest’anno ha ottenuto l’accesso al palco dei grandi superando la finale Giovani con Sotto Voce.

Tananai – Tango

Una delle canzoni più sanremesi di questa edizione. Il ricordo di una storia finita male, il rimpianto di essersi conosciuti per nascondersi che l’amore è ancora vivo e continua a bruciare. Il 28enne Alberto Cotta Ramusino, in arte Tananai, quest’anno ci riprova, con l’obiettivo di migliorare l’ultimo posto dell’anno scorso. Nella scorsa edizione infatti si era classificato ultimo – ottenendo comunque un buon successo di pubblico – con Sesso occasionale, dopo aver superato la finale di Sanremo Giovani.

Ultimo – Alba

Chissà come si starebbe a prendersi davvero cura l’uno dell’altro, ad avere la voglia di capirsi, a sforzarsi di farlo. Quando non accade, l’alba può essere il nostro rifugio, anche se è solo un’illusione. Sono gli interrogativi del brano con cui Ultimo, nome d’arte di Niccolò Moriconi, affronta nuovamente il palco di Sanremo, sul quale torna dopo il secondo posto del 2019 con I tuoi particolari dietro a Mahmood. Nel 2018, il cantautore romano aveva anche vinto nella categoria Nuove Proposte con il brano Il ballo delle incertezze.

Will – Stupido

È il canto di un amante che piange per una storia che non c’è più. E pur rimpiangendo ciò che è stato, pur volendo rivivere quell’amore, ha la forza e la consapevolezza che così non può essere. William Busetti, classe 1999, accede al palco dei grandi dopo aver superato la finale dei Giovani. Di musica ha iniziato a occuparsene da giovanissimo, pubblicando da solo le prime canzoni sulle piattaforme di streaming, per poi partecipare a X Factor nel 2020.

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