Lo zio pazzo per il festival, l’influenza di Calcutta, l’amore tra due donne. Ariete a Sanremo 2023: «Non voglio essere un’icona Lgbtq+» – L’intervista

L’artista in gara con “Mare di guai” spiega a Open perché ha deciso di portare questo brano sul palco dell’Ariston. E sul FantaSanremo…

«Sono solo due anni che ho iniziato a guardare Sanremo. Il primo che ho visto è stato quello del 2021 perché partecipava Madame, mia amica». Così la cantante Arianna Del Giaccio, in arte Ariete, racconta il suo sguardo da artista 20enne che salirà per la prima volta sul palco dell’Ariston. «Anche i miei genitori non sono mai stati grandi telespettatori, ma della tv in generale. Tranne mio zio Marco: ogni anno, da quando lavora, si prende una settimana di ferie solo per seguirsi il Festival. È un fan sfegatato… lascio solo immaginare la sua reazione quando gli ho detto che sarei stata in gara». Il brano che l’artista porterà sul palco di Amadeus è Mare di guai: un amore tra due donne giunto al termine. «Mi auguro che tra 10 anni si arrivi a una sensibilità tale che a nessuno colpisca o interessi se esco tenendo per mano una ragazza», commenta a Open la cantante sottolineando di essere «una grande fan del motto “vivi e lascia vivere“». Da sempre lotta per le problematiche che riguardano la comunità Lgbtqia+: «Tutto ciò che faccio a sostegno dei diritti civili lo faccio perché sono Arianna, non Ariete. Ci stavo dietro anche prima di essere una cantante, ma non voglio diventare nessuna icona per questo. Credo che più ci si fa la bocca sul tema, più se ne sottolinea la diversità. Il messaggio del mio brano vuole essere inclusivo, ma nel senso che si rivolge a tutti, non solo alla comunità Lgbtqia+».


«Perché ho scelto “Mare di guai”? È grazie a Calcutta»

Mare di guai è stato scritto assieme a Calcutta ed è stato prodotto da Dardust. Ma la scelta non è stata immediata, rivela la cantante. «C’era anche un altro brano che mi sembrava interessante, ma l’influenza di Calcutta ha avuto un grande peso. È uno dei miei artisti preferiti, così come Dardust, e quando mi ha detto “Questo è il brano per Sanremo”, mi sono fidata». Si tratta, però, di un testo che non è stato pensato ad hoc per il Festival. Ariete l’aveva già scritto a luglio e poi l’ha lasciato da parte diversi mesi. «Ma poi ascoltandolo più volte, a serrande chiuse, ho capito che era la scelta giusta e mi sono convinta».


«Gli squali che cito nel testo? Sono le mie paranoie»

«Il testo è malinconico», ammette subito Ariete. «Sono molte le canzoni malinconiche che ho fatto. Ma questo testo è diverso dagli altri perché non ho mai fatto un focus così profondo su di me e sulle persone della mia vita», prosegue l’artista. Ad un certo punto del brano la cantante utilizza la metafora degli squali. «Non sono altro che tutte le paranoie e insicurezze di una ragazza di 20 anni, che si aggiunge a questa situazione surreale in cui mi trovo da un paio d’anni: il mondo della musica. Un petardo che mi è esploso in mano», spiega Ariete.

Gli indizi sul FantaSanremo

Infine, la cantante ha in parte confermato quanto ha già anticipato nelle scorse settimane sui suoi social. «Il FantaSanremo è una cosa carina con cui giocare. Ho parlato anche con i ragazzi che ci sono dietro, che mi hanno fatto anche lo scherzo del malus del cappello. Quello che posso dirvi è che ci stiamo lavorando». Ariete è, infatti, nota per portare sempre un berretto nelle sue apparizioni pubbliche. Lo avrà anche sul Festival? Lo toglierà per far vincere chi l’ha messa nella squadra del FantaSanremo? Non è ancora dato saperlo. Quel che è certo è che sta seminando qualche indizio. Dopo che già lo scorso 18 dicembre aveva fatto un tweet annunciando: «Sì ho letto le regole del FantaSanremo. Farò il possibile per farvi vincere tutto».

Continua a leggere su Open

Leggi anche: