La narrazione riprende le classiche teorie del complotto QAnon
Circola sui social un post che combina tre elementi altamente sensazionalistici: una foto che ritrarrebbe l’ex presidente USA Barack Obama in uniforme, armato di pistola; un presunto documento di WikiLeaks con un’e-mail che lo collegherebbe a una rete di traffico sessuale di minori; e la descrizione di un’operazione militare segreta sotto la Casa Bianca, con il salvataggio di bambini rinchiusi in gabbie e tunnel. L’intero racconto è privo di riscontri poiché l’immagine è manipolata, l’e-mail non esiste negli archivi di WikiLeaks e il presunto blitz è una storia inventata che ricicla vecchie teorie complottiste.
Per chi ha fretta:
L’immagine non è una foto autentica di Barack Obama in divisa con una pistola; è un fotomontaggio ottenuto sovrapponendo un volto su una foto esistente.
La frase riportata («catamita… 5 anni… Romania…») non compare in documenti WikiLeaks verificati e rientra nello stesso genere di e-mail fabbricate o montate circolate durante e dopo il fenomeno “Pizzagate”. Non ci sono prove verificabili che WikiLeaks abbia pubblicato una e-mail con quel testo riferibile a figure pubbliche come Obama.
La storia del raid sotto la Casa Bianca con il ritrovamento di “gabbie e bambini” è falsa. Fact-check indipendenti hanno verificato che non è avvenuto alcun recupero massiccio di bambini in tunnel sotto la Casa Bianca e il Dipartimento della Difesa lo ha smentito.
Analisi
La foto presente su Facebook di Barack Obama in uniforme, armato di pistola, è accompagnata dal seguente testo:
WIKILEAKS BOMBA: LA RETE PEDOFILA DI OBAMA GESTITA DALLA CASA BIANCA – OPERAZIONE MILITARE DI SALVATAGGIO CONFERMATA INFORMAZIONI RISERVATE TRAPELATE. Julian Assange lancia una bomba di verità nucleare: Barack Hussein Obama gestiva una rete di traffico sessuale di minori direttamente dalla Casa Bianca. L’email sembra una sceneggiatura horror dall’inferno: “Un ragazzino di 5 anni. Sarà la catamita perfetto per il presidente. Arriverà dalla Romania martedì.” Quella frase è reale. Proviene da un’email trapelata da WikiLeaks legata all’amministrazione di Obama. Ed è solo la punta dell’iceberg. COPERTURA DEL DEEP STATE. La rete pedofila operava attraverso un giro di élite politiche e asset di Hollywood. Secondo Assange, la CIA ha aiutato a nasconderla sotto la copertura della sicurezza nazionale. Non si trattava di un caso isolato. I nomi nella fuga di notizie includono: Barack Obama Bill & Hillary Clinton Nancy Pelosi Jimmy Carter Ben Affleck Cory Booker Elizabeth Warren Al Franken Harry Reid Tim Kaine L’ESERCITO RISPONDE. Le forze delle operazioni speciali hanno lanciato un raid a mezzanotte sotto la Casa Bianca. Quello che hanno trovato: gabbie. Tunnel. Bambini. Prove di abusi così grafiche che soldati temprati si sono presumibilmente sciolti in lacrime. Il nome della missione? OPERAZIONE: SALVARE GLI INNOCENTI. L’obiettivo? Fermare l’incubo. Riportare a casa i bambini. L’OSCURA EREDITA’ DELLA CIA. Assange ha anche confermato il ruolo della CIA nell’armare i jihadisti—finanziando i combattenti Mujahideen con l’aiuto saudita dal 1979. Quella decisione, sepolta in cablogrammi ora trapelati, ha portato alla nascita di al-Qaeda e ISIS. Sono le stesse persone che proteggono la rete di Obama. PERCHÉ ASSANGE ERA IN PRIGIONE. Perché ha detto la verità. Il Deep State voleva zittirlo prima che l’intera portata esplodesse. L’impero di Obama è costruito sul traffico di minori, finanziamenti ombra del governo e terrore globale. Non è politica. È guerra. SALVIAMO I NOSTRI BAMBINI non è uno slogan. È una missione. E ora conosciamo il bersaglio. È il momento di agire. RILEGGI QUELL’EMAIL. “Catamita perfetto per il presidente.” Questo è il mondo che hanno costruito. Lo distruggiamo. Lo portiamo alla luce. Non ci fermiamo. GITMO vi aspetta. Julian Assange
La foto di Obama è manipolata
L’immagine che circola, nella quale si vede un uomo vestito con un’uniforme nera, un berretto e una pistola in mano, non è affatto una fotografia autentica di Barack Obama, ma un fotomontaggio ottenuto attraverso un’alterazione digitale che ha sostituito il volto originario con quello dell’ex presidente degli Stati Uniti. Diversi fact-check indipendenti, tra cui Snopes e Check Your Fact, hanno analizzato la fotografia, evidenziando che essa proviene da uno scatto reale di un’altra persona, riconducibile a un contesto legato al movimento del New Black Panther Party, successivamente manipolato attraverso un processo di face-swap che ha consentito di inserire artificialmente il volto di Obama. Di seguito è infatti disponibile la fotografia originale, non modificata, pubblicata per la prima volta sul web non più tardi del 27 dicembre 2009, che mostra due individui di fronte a vari simboli del New Black Panther Party (un gruppo militante che condivide ben poco con le Pantere Nere storiche degli anni Sessanta).
Un ulteriore dettaglio, ossia un timbro datato visibile sulla fotografia originale, suggerisce che lo scatto risalga al 1998, il che rafforza ulteriormente l’impossibilità che si tratti di Obama, che all’epoca non aveva alcun legame con ambienti paramilitari di questo tipo e la cui carriera politica si muoveva già in un contesto completamente diverso. Altre conferme emergono da fonti giornalistiche americane come il Daily Mail che rivela l’identità del soggetto raffigurato alla sinistra della foto, non visibile nell’immagine manipolata: si tratta di Maruse Heath, noto anche come “King Salim Shabazz”, leader di una sezione del New Black Panther Party, arrestato nel 2013 a New York per possesso di un’arma carica e non autorizzata e per aver indossato un giubbotto antiproiettile.
Questo dettaglio chiarisce ulteriormente che la foto originale non ha nulla di legato a personalità istituzionali come l’ex presidente, ma ritrae una figura controversa, nota in un contesto molto diverso e con una storia documentata in fonti mainstream.
L’e-mail “trapelata” non compare in nessun archivio verificabile di WikiLeaks
Il testo dell’e-mail riportato nel post in cui si parla di un “ragazzino di 5 anni” non risulta in alcun archivio pubblico di WikiLeaks, compresi quelli relativi alle e-mail di John Podesta e ad altri membri dell’amministrazione democratica. Si tratta di un copione già visto ai tempi del cosiddetto Pizzagate nel 2016: frammenti di e-mail autentiche venivano mescolati con testi inventati per sostenere una presunta rete pedofila d’élite. All’epoca, sia noi che altri fact-checker indipendenti avevamo dimostrato che i messaggi incriminati erano frutto di interpretazioni distorte o di manipolazioni dirette.
Il blitz sotto la Casa Bianca è una fake news
Il testo che accompagna la falsa foto di Obama racconta anche che le forze speciali statunitensi avrebbero fatto irruzione nei sotterranei della Casa Bianca, trovando gabbie, tunnel e bambini vittime di abusi. Nessuna fonte ufficiale o indipendente ha mai confermato un’operazione del genere. Il Dipartimento della Difesa ha più volte smentito storie simili, che fanno parte di una narrativa complottista molto diffusa negli ambienti QAnon. In passato, queste voci hanno portato anche a episodi reali di violenza: nel 2016 un uomo armato fece irruzione in una pizzeria di Washington convinto di “salvare bambini” imprigionati nei sotterranei, che ovviamente non esistevano.
Conclusioni
La fotografia diffusa sui social non mostra Barack Obama, ma un militante dei Black Panthers arrestato nel 2013. L’immagine è stata manipolata e viene accompagnata da una narrazione fuorviante priva di fondamento.
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