Ultime notizie Donald TrumpFamiglia nel boscoSanitàUcraina
CULTURA & SPETTACOLOManeskinMusicaSuoni e Visioni

Mentre pendiamo dalle labbra di Damiano per una reunion, Thomas dei Maneskin esce con un disco rock e pieno di star: cosa fanno gli altri membri della band

11 Novembre 2025 - 14:01 Gabriele Fazio
La band non pubblica un album dal 2023, non troppo tempo, ma ognuno ha preso strade molto diverse

Si intitola Masquerade, uscirà il prossimo 5 dicembre ed è il primo disco solista firmato da Thomas Raggi, chitarrista dei Maneskin. Un progetto molto più grande di quanto si possa pensare, l’intera opera è prodotta infatti da Tom Morello, storico chitarrista dei Rage Against the Machine e degli Audioslave che con la band romana, quando ancora era unita, aveva già lavorato sul brano Gossip, contenuto nell’ultimo album Rush!.

Il disco sarà composto da otto tracce, tutte, viene garantito, «di puro rock», e questa è già una notizia perché Thomas a questo punto sarà il primo Maneskin a rimanere fedele al suono dei Maneskin, a differenza di Damiano, che si è lanciato a capofitto in un pop che non fa prigionieri, e Victoria, che invece su Instagram vediamo sfilare nelle venue più cool del mondo con i suoi Dj Set ultradanzerecci. Neanche Ethan Torchio è rimasto fermo a guardare e si è distinto per la bella colonna sonora del documentario Ogni pensiero vola di Alice Ambrogi.

Che ospiti!

Quello di Thomas Raggi, al netto dell’intesa evidentemente nata con Morello, non è un progettino di poco conto, Masquerade di fatto ospiterà alcuni dei nomi più importanti del rock moderno. Tra le collaborazioni spunta infatti il nome di Beck, un vero e proprio geniaccio della musica contemporanea, cantautore che spazia tra alternative, folk, senza disdegnare sonorità elettroniche. Per i più distratti, l’autore di capolavori come Loser, Blue Moon e Devils Haircut. Nel disco anche Nic Cester, frontman dei Jet (Are You Gonna Be My Girl, Rollover DJ), ma anche Alex Kapranos dei Franz Ferdinand, formazione fondamentale della scena alternativa di questi primi 25 anni di millennio.

E poi ancora, ci sarà Maxim dei Prodigy, ci sarà anche Hama Okamoto, bassista degli Okamoto’s, figura di rilievo della scena giapponese. Ci sarà Sergio Pizzorno dei Kasabian, così come Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers e Matt Sorum, per qualche anno batterista dei Guns N’ Roses, Luke Spiller degli Struts e la cantautrice Upsahl.

Una lista degna della Hall Of Fame in pratica e tutti hanno parlato con entusiasmo di questo progetto e della passione autentica di Thomas per il rock.

Le dichiarazioni di Thomas Raggi

«Questo disco – dichiara in una nota Thomas Raggi – nasce da una mia esigenza artistica e dalla voglia di raccontare me stesso e la mia visione della musica. Dietro c’è tanto lavoro e dedizione ma realizzarlo è stato allo stesso tempo naturale. Nell’ultimo anno, il rapporto con Tom si è solidificato sempre di più. Abbiamo avuto modo di suonare insieme molto, lui mi ha coinvolto in alcuni suoi festival e suoi concerti. È stato spontaneo per me coinvolgerlo nel mio progetto e chiedergli di produrlo e aiutarmi a strutturarlo. Lavorare a questo progetto con lui è stato bellissimo, ma ciò che è accaduto dopo è andato ben oltre ogni mia aspettativa.

Riunire intorno al mio disco così tante icone della musica, ed avere anche il piacere di conoscerne altrettante, mi ha ricordato che la musica non ha confini; che bisogna seguire il proprio istinto e la propria ispirazione, ignorare le regole imposte e semplicemente fare ciò che si sente. La storia dei Maneskin me lo insegna, ma ora ne ho la conferma definitiva. Mi sento come se coloro che hanno fatto la storia della musica mi stessero poggiando una mano sulla spalla, dicendomi “Sei sulla strada giusta”».

E i Maneskin?

Inutile negare che ogniqualvolta escono notizie riguardanti i singoli componenti dei Maneskin, il pubblico si chieda quando la band che ha infiammato velocemente il mondo intero, inaspettato orgoglio rock italiano, tornerà a lavorare insieme. Il dubbio a questo punto è che quest’ansia batta forte solo da un lato della barricata, quello della platea, perché la band partita dalla strada, passata da X Factor, la vittoria al Festival di Sanremo e quella all’Eurovision, al netto di smozzicate dichiarazioni d’affetto, non sembrerebbe sulla via del ritorno.

Anzi, solo poche settimane fa, quando Damiano ha debuttato con il suo tour mondiale dopo una serie di reazioni freddine per questa deriva ultrapop della sua attività solista, pendevamo dalle sue labbra per carpire una virgola in più, un passaggio che desse speranza al largo pubblico internazionale della band. Come se tutto dipendesse esclusivamente dai bisogni, dai programmi, dalle aspettative, azzarderemmo dire anche dalla sensibilità e dagli umori del frontman.

E se si sciolgono?

Forse ci siamo illusi un po’ tutti, perché nel frattempo Victoria, pur nel recinto di un genere di nicchia, fa passi da gigante e Thomas, come abbiamo visto, stava in studio con alcuni dei più grandi rocker del mondo. E i Maneskin dunque? Ancora rimasti in sospeso, sulla punta della lingua del successo, separati da evidenti e differenti esigenze artistiche, perlomeno al momento.

Non si sono sciolti, questo è certo, perlomeno non ci sono notizie ufficiali in merito, e in fondo la preoccupazione per lo stato di salute della band deriva esclusivamente dalle folli tempistiche della discografia odierna, perché l’ultimo lavoro, Rush!, in fondo risale al 2023, non un secolo fa, per cui è tecnicamente errato parlare eventualmente anche di reunion. Due anni di silenzio non sono (non dovrebbero) nemmeno far venire il dubbio. Ma reunion o non reunion, comunque la vogliate chiamare, ad ogni modo, non sembra vicinissima dal materializzarsi.

leggi anche