Andrea Sempio e i 14 «punti di contatto» con Chiara Poggi, il Dna e gli oggetti nella villetta a Garlasco: cosa vogliono dimostrare i suoi avvocati

Sarebbero almeno 14 gli oggetti toccati sia da Andrea Sempio che da Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli a Garlasco nelle settimane prima dell’omicidio. È questo il nucleo della strategia difensiva del 37enne indagato per l’assassinio della ragazza. La linea tracciata dai legali punta sulla contaminazione involontaria per spiegare la presenza del Dna di Sempio sulle unghie della vittima, tracce ritenute compatibili con il profilo genetico della linea paterna dell’indagato. Una relazione tecnica dettagliata su questi potenziali punti di contatto sarà trasmessa alla procura di Pavia nei prossimi giorni.
Il vertice tecnico al laboratorio Genoma
Oggi si sono riuniti al laboratorio Genoma di Roma gli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, insieme ai consulenti tecnici: la genetista Marina Baldi e Armando Palmegiani. L’incontro aveva l’obiettivo di definire gli ultimi dettagli prima del deposito previsto per la prossima settimana, in vista dell’udienza dell’incidente probatorio fissata per il 18 dicembre davanti al gip Daniela Garlaschelli. I due elaborati conterranno osservazioni sull’esito della perizia genetica depositata il 4 dicembre dalla genetista Denise Albani.
La perizia e i dubbi dei difensori di Sempio
Secondo la perizia Albani, il Dna maschile trovato sotto le unghie di due dita di Chiara Poggi risulta compatibile con quello di Andrea Sempio o di componenti della sua famiglia in linea paterna. Questa compatibilità non può essere considerata una certezza scientifica assoluta, perché si basa su dati documentali del lavoro del perito De Stefano del 2014, definiti «non consolidati». La difesa non intenderebbe smontare gli esiti della perizia, ma anzi puntare proprio sull’aspetto dell’impossibilità di arrivare a conclusioni granitiche con i dati disponibili.
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Tastiera del PC e telecomando: i potenziali vettori
Nelle relazioni tecniche i consulenti di Sempio analizzeranno i cosiddetti «punti di contatto», cioè gli oggetti condivisi attraverso cui potrebbe essere avvenuto il trasferimento del materiale genetico. Tra questi spiccano la tastiera del computer della 26enne, su cui Sempio giocava con il fratello di Chiara e altri amici, e il telecomando della televisione del soggiorno. Legali e consulenti stanno anche preparando una serie di domande per richiedere chiarimenti alla perita durante la discussione.
«Il telecomando delle tv era stato utilizzato da Chiara Poggi la mattina dell’omicidio per accendere la televisione – ha detto l’avvocato Liborio Cataliotti dopo la riunione dell’11 dicembre – si tratta dello stesso telecomando con cui si accendeva il display per giocare ai videogiochi come facevano Marco Poggi e Andrea Sempio. A me sembra terribilmente semplice».
L’udienza e il nodo dell’impronta 33
L’incidente probatorio prenderà il via il 18 dicembre e potrebbe non risolversi in una sola giornata. Non è escluso che la difesa di Sempio chieda un ulteriore incidente probatorio sulla controversa impronta 33, trovata su un muro delle scale in fondo alle quali venne scoperto il corpo di Chiara Poggi. La procura di Pavia, attraverso una consulenza tecnica, ha attribuito quella traccia proprio al 37enne commesso di Voghera, elemento che potrebbe rivelarsi cruciale nell’inchiesta sul delitto di Garlasco.
