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Medico gettonista condannato a restituire 28mila euro di stipendi: faceva turni nei pronto soccorso privati, ma era un dipendente pubblico

02 Gennaio 2026 - 21:10 Ugo Milano
Nel curriculum presentato alle società private, il medico aveva omesso di essere ancora nel Ssn, presentando un documento «volutamente incompleto e in malafede»

Un medico 64enne di Jesi (Ancona), già dirigente in un pronto soccorso marchigiano, è stato condannato dalla Corte dei conti a restituire oltre 28mila euro percepiti come compensi a gettone non autorizzati e illegittimi. L’uomo aveva svolto tra luglio 2022 e maggio 2023 ben 35 turni nei pronto soccorso di Senigallia, San Benedetto del Tronto e Osimo per conto di società private, percependo oltre mille euro a turno, ma senza alcuna autorizzazione. Secondo le regole attuali, infatti, un medico del servizio sanitario nazionale non può lavorare per strutture private convenzionate. E, in questo caso, secondo i giudici, non si tratterebbe di una dimenticanza.

Il curriculum «in malafede»

Nel curriculum presentato alle società private, il medico aveva omesso di essere ancora un dipendente pubblico, presentando un documento «volutamente incompleto e in malafede». In uno dei contratti sottoscritti era inoltre chiaramente indicato il divieto di svolgere contemporaneamente attività per strutture pubbliche. Regola ignorata dal medico in questione. La difesa aveva sostenuto che i turni erano svolti nel tempo libero, senza interferire con l’attività pubblica. La Corte dei conti ha, però, sottolineato che il problema principale è economico. I compensi percepiti senza autorizzazione costituiscono un danno per l’azienda sanitaria, che va risarcito. Dopo le indagini della guardia di finanza, l’azienda sanitaria aveva già proceduto al licenziamento con preavviso. La Corte dei conti ha ora confermato l’obbligo di restituzione del compenso.

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