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L’angoscia per i 4 compagni di classe del liceo Virgilio di Milano. La vacanza insieme a Crans-Montana, le ustioni e le tragiche telefonate ai genitori

04 Gennaio 2026 - 18:16 Giulia Norvegno
Liceo Virgilio Milano
Liceo Virgilio Milano
Le storie di Sofia, Francesca, Leonardo e Kean, tutti compagni di classe della terza D del liceo di Milano. Il gruppo doveva essere più numeroso, spiega il preside: «Due all'ultimo hanno rinunciato alla vacanza»

Sofia Donadio, Francesca Nota, Leonardo Bove e Kean Talingdan sono i quattro 16enni della terza D del liceo Virgilio di Milano, compagni di classe e amici anche fuori dalla scuola. Tutti e quattro si trovavano al Le Constellation di Crans-Montana nell’incendio che ha provocato la strage di Capodanno in cui sono morte 47 persone, di cui sei italiani finora riconosciuti. Erano ospiti della famiglia di Francesca, che ha una casa nella località sciistica svizzera. Inizialmente il gruppo doveva essere più numeroso: «Dovevano partire in sei ragazzi, poi sono andati in quattro», ha confermato il preside dell’istituto Roberto Garrone. Gli altri due invitati non si sono aggregati all’ultimo momento, uno perché malato.

I trasferimenti al Niguarda

Sofia e Francesca sono state trasportate dall’ospedale svizzero al Centro Grandi Ustioni del Niguarda sabato scorso. Le due sono descritte come amiche inseparabili, spiega il Fatto quotidiano. Sofia era stata definita la «paziente più grave» arrivata a Milano dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Francesca a lungo era stata considerata «non trasportabile». Poi le sue condizioni sono migliorate, al punto da permettere il trasporto in elicottero.

Oggi pomeriggio è arrivato anche Kean. Per giorni la sua famiglia aveva vissuto nell’angoscia: il ragazzo figurava tra gli scomparsi e non era riconoscibile perché intubato e con il volto coperto dalle medicazioni. Solo il test del Dna eseguito sabato ha confermato la sua identità. Leonardo Bove, invece, resta ricoverato a Zurigo: nonostante il via libera iniziale per il trasferimento in elicottero, le sue condizioni attualmente non permettono il viaggio in Italia. Complessivamente, i pazienti accolti a Niguarda dalla località svizzera sono saliti a 11, quasi tutti milanesi con casa a Crans-Montana. Tutti sarebbero in condizioni critiche, ma sono vivi.

La telefonata drammatica di Kean al padre

Pochi minuti dopo l’esplosione dell’incendio, Kean era riuscito a chiamare il padre Yohan dal telefono di un soccorritore. «Piangeva forte, ma parlava. Il soccorritore era accanto a lui», ha raccontato il genitore citato dal Corriere della Sera, descrivendo quei momenti drammatici in cui «si sentivano botti, urla, rumore». Il soccorritore aveva assicurato che non l’avrebbe lasciato solo. Quasi nessuno degli adolescenti presenti nel locale aveva con sé i documenti, rendendo le identificazioni ancora più complicate. Per Kean era la prima volta a Crans-Montana: si era aggregato a Leonardo e alle due compagne di classe.

Kean e Leonardo giovani promesse del calcio

Sia Kean che Leonardo praticano calcio a livello agonistico nelle giovanili milanesi. Leonardo gioca come punta nella Scarioni, mentre Kean è passato dalla Calvairate all’Enotria. Il loro dramma ha scosso anche le rispettive società sportive, che seguono con apprensione l’evoluzione delle condizioni dei due ragazzi. La passione per il pallone era uno dei tanti legami che univano il gruppo di amici partiti insieme per le vacanze invernali.

Gli psicologi per compagni di classe, prof e genitori

Il liceo Virgilio ha organizzato un piano di assistenza per affrontare il trauma collettivo. Mercoledì 7 gennaio, alla riapertura dopo le vacanze natalizie, una squadra di psicologi parlerà con gli studenti della terza D e delle altre classi. La sera dello stesso giorno è previsto un incontro dedicato a docenti e genitori con specialisti del settore. «Cerchiamo di attivare tutte le iniziative per gestire il possibile trauma», ha spiegato il preside Garrone. Le chat di classe e dei genitori sono rimaste attive in questi giorni per condividere informazioni e coordinare il supporto ai ragazzi che rischiano di perdere i loro compagni.

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