Meloni e Salvini (con Le Pen e Netanyahu) nella clip elettorale di Orbán (che arranca nei sondaggi): «Dio vi benedica». Il Pd: «Inquietante» – Il video
«Insieme lavoriamo per un’Europa che rispetti la sovranità nazionale e sia orgogliosa delle sue radici culturali e religiose. Dio vi benedica». È la benedizione (letterale) che Giorgia Meloni dà a Viktor Orbán e ai suoi sostenitori in un video promozionale per la campagna elettorale in vista delle elezioni in Ungheria, in programma ad aprile. Una clip in modalità all stars, quella pubblicata sui social dallo stesso Orbán, che nelle scorse settimane ha raccolto e messo insieme le parole di sostegno di leader politici di destra di tutto il mondo. Di lotta e di governo. Tra questi ultimi, non solo Meloni, dunque, ma anche Matteo Salvini dall’Italia – con entrambi Orbán coltiva da tempo ottimi rapporti politici – e poi il premier israeliano Benjamin Netanyahu e quello ceco Andrej Babis, il presidente argentino Javier Milei e quello serbo Aleksandar Vučić. Sul fronte di chi batte la grancassa sovranista dall’opposizione (con toni variabili), la francese Marine Le Pen (Rassemblement National) e lo spagnolo Santiago Abascal (Vox), la leader dell’Afd Alice Weidel e l’ex premier polacco Mateusz Morawiecki. All in, tra un serissimo endorsement di Netanyahu a Orban «capace di garantire la sicurezza in Ungheria» a un Milei scatenato al suo grido di “guerra”: «Viva la libertad carajo!».
La scommessa di Orbán e i sondaggi
Orbán cala gli assi dunque all’inizio dell’anno in cui si giocherà tutto. Proprio ieri il presidente dell’Ungheria Tamas Sulyok ha fissato le elezioni per il prossimo 12 aprile e da mesi, per la prima volta da quando è alla guida del Paese dal 2010, si trova ad inseguire. Tutti i sondaggi danno infatti davanti Tisza, il partito fondato dall’ex alleato di Orbán Péter Magyar, sul Fidesz al governo da quasi 16 anni. L’ultima rilevazione diffusa proprio oggi dall’istituto demoscopico Median dà Tisza ulteriormente in crescita rispetto ai mesi scorsi, accreditato del 51% delle intenzioni di voto, contro il 39% di Fidesz. I sondaggi fotografano però anche un considerevole bacino di elettori indecisi, ed è in questo spazio che conta di infilarsi ancora una volta Orbán, con una campagna tutta costruita attorno allo slogan «La scelta sicura». Sicura dai migranti, che il leader magiaro da sempre vuole tenere ad ogni costo fuori dal Paese, ma pure da qualsiasi impegno “pericoloso” al fianco dell’Ucraina. Non a caso al Consiglio europeo di fine 2025 l’Ungheria ha ottenuto di rimanere fuori dallo schema di indebitamento comune Ue per finanziare Kiev con altri 90 miliardi nei prossimi due anni, strumento per cui si è battuta in primis proprio Meloni.
Il Pd all’attacco di Giorgia Meloni
E così se per giorni la clip era rimasta fuori dai radar, ora dall’Italia si alza la polemica su Meloni per il suo esplicito sostegno elettorale al capo di Fidesz. «Giorgia Meloni dovrebbe rappresentare l’interesse nazionale e i valori costituzionali, non fare campagna elettorale per Orbàn, che in Ungheria concentra il potere, reprime le libertà civili e non rispetta lo stato di diritto. Che la premier scelga di esporsi in prima persona con Salvini segna un salto di qualità inquietante: non più strizzate d’occhio, ma un’adesione esplicita al fronte della peggiore destra autoritaria», attacca dal Pd Alessandro Zan.
