Salerno, De Luca sta tornando. Ma probabilmente senza il simbolo del Pd

Vincenzo De Luca si è messo subito in avanti, appena il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli si è dimesso, alla fine della scorsa settimana. «La ricreazione è finita», ha commentato senza dire apertamente se tornerà a correre nella sua città, anche se forse non ce n’è neppure bisogno: già prima di Natale aveva riaperto una piccola sede a Salerno, per fare riunioni e la sua puntuale diretta Facebook del venerdì. Di certo, la decisione del sindaco uscente ha rimesso l’intera regione in fibrillazione, in particolare a sinistra, giusto poco tempo dopo la sofferta mediazione per la candidatura di Roberto Fico a governatore regionale, poi eletto anche grazie al sostegno dell’uscente Vincenzo De Luca che a lungo aveva osteggiato l’esponente del Movimento cinque stelle.
L’addio di Napoli
Sebbene in molti si aspettassero che, alla fine del mandato di Vincenzo Napoli, De Luca si sarebbe fatto avanti, le dimissioni anticipate del sindaco salernitano non erano attese. Lui, contattato nei giorni scorso dai giornali locali, ha smentito di aver concordato l’addio con l’ex governatore, sebbene nella lettera protocollata parli di sostegno decisivo alla città da parte della Regione e di «nuova fase politica» che imporrebbe un cambiamento. Il cambiamento, confermano ad Open fonti diverse vicine all’ex governatore, sarà proprio un ritorno al sindaco che ha più caratterizzato gli ultimi vent’anni del centrosinistra campano.
La reazione del Pd
Dalle parti del Nazareno non tutti l’hanno presa bene. Protesta apertamente l’eurodeputato Sandro Ruotolo, che chiede a De Luca e al partito di chiarire: «Mi auguro che il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ci ripensi e porti a termine il suo mandato. O almeno che spieghi perché si dimette. C’è aria di nuovo feudalesimo», ha commentato. Il Movimento cinque stelle ha già fatto sapere che di sostenere Vincenzo De Luca a Salerno non se ne parla e il segretario regionale dei dem, Piero De Luca, deve cercare un equilibrio tra le scelte del padre ed un partito balcanizzato tra sostenitori e contrari. Anche per Elly Schlein la partita non è semplice: ha stretto un accordo col governatore uscente (proprio dando il benestare all’elezione del figlio a segretario prima che si facessero le liste per la Campania) ma sa che i suoi sostenitori avrebbero voluto un segnale di discontinuità.
Ti potrebbe interessare
- Regionali 2025, il centrodestra tiene il Veneto, il campo largo vince in Puglia e Campania. Schlein: «Uniti si stravince, oggi Meloni non festeggia»
- Elezioni regionali Veneto, Campania e Puglia 2025, alle 19 affluenza in calo al 26,45 per cento: oltre 3 punti in meno. I candidati al dopo Zaia, De Luca ed Emiliano
- Regionali Campania, Sangiuliano rivisita il cappello di Trump in chiave partenopea: «Make Naples Great Again, basta inciuci deluchiani»
Cosa succederà adesso?
Alcuni retroscena hanno accreditato l’idea che Vincenzo Napoli potrebbe ripensarci, ma la tesi che in ambienti Pd viene considerata più probabile è, invece, che De Luca vada avanti nei suoi propositi e si candidi a sindaco di Salerno alla prima data utile. I dem si limiterebbero a non sostenerlo con il loro simbolo ma senza indicare un candidato alternativo mentre, probabilmente, i Cinque stelle presenterebbero un nome diverso.
Non sarebbe del resto una novità a Salerno: De Luca ha già corso in città senza il simbolo del partito a cui è sempre stato iscritto, utilizzando invece il nome della storica lista di sinistra cittadina, «Progressisti per Salerno». Una scelta inizialmente comune e poi dovuta ai rapporti freddi, anche in passato, col partito. Rifarlo non sarebbe un problema. Se invece il Pd dovesse correre con nomi alternativi – confermano i suoi collaboratori – non avrebbe problemi a rompere, anche a costo di mettere in difficoltà il figlio Piero.
