Beatrice Venezi all’attacco: «Io tanto raccomandata che lavoro solo all’estero». La frecciata su spillette e sindacati

«Ero all’estero per lavoro e non ho seguito da vicino le polemiche». Beatrice Venezi interviene per la prima volta dopo la nomina a direttrice musicale della Fenice, approfittando del rientro in Italia per presentare la Carmen al Teatro Verdi di Pisa. Poche parole, ma nette. Le spille di protesta indossate dagli orchestrali veneziani non le interessano, anzi «avrebbero potuto farle più stilizzate, magari con uno Swarovski», provoca.
E a chi continua a chiederle un passo indietro dalla guida artistica del teatro lagunare, con un incarico previsto a partire dal 2027, risponde rimandando ogni chiarimento: «Sto aspettando il momento giusto e non è ancora quel momento. Ci sono tanti elementi di cui parlare che ancora non sono entrati nella narrazione di questa vicenda che sarà sicuramente analizzare e sviluppare, però a tempo debito».
«La partita finisce quando l’arbitro fischia»
Ai giornalisti, Venezi spiega inoltre che all’estero suscita sorpresa il modello gestionale di una fondazione teatrale finanziata con risorse pubbliche ma fortemente condizionata dai sindacati, «in un contesto quasi anarchico». E, per ora, chiude con una citazione calcistica di Vujadin Boškov: «La partita finisce quando l’arbitro fischia».
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La Carmen al Teatro Verdi di Pisa
A Pisa la direttrice d’orchestra sarà su podio del Verdi alla guida dell’Orchestra da Camera Fiorentina nella Carmen di Bizet in scena il 23 e il 25 gennaio, regia di Filippo Tonon. «Questa direzione a Pisa è un piacevole ritorno per me in Italia – ha detto Venezi – e sarà una breve parentesi insieme alle prossime due settimane a Trieste, con Ascesa e caduta della città di Mahagonny, poi tornerò all’estero prima a Montevideo per una Carmen e poi al teatro Colon di Buenos Aires per l’inaugurazione della stagione con Cavalleria e Pagliacci».
